BERGTHRON – Expedition Autarktis | Aristocrazia Webzine

BERGTHRON – Expedition Autarktis

Informazioni
Gruppo: Bergthron
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/bergthronofficial
Autore: Insanity

Tracklist
1. Asymmetrisch (Ginnungagap)
2. 84°03’N 174°51’W (Asgard)
3. Eisbrecher (Baldur)
4. Harpune 2010 (Loki)
5. Weiße Bestie (Thökk)
6. Nordpolar° (Jormungand)
7. Seepest (Naglfar)
8. Experiment Apokalypse (Ragnarök)
9. Autarktis (Bergthron)

DURATA: 35:07

BERGTHRON - Expedition Autarktis Sono attivi dal lontano 1994 e l’anno scorso hanno raggiunto quota sei full, eppure non godono certo di grande fama i tedeschi Bergthron; io stesso non li avevo mai sentiti nominare e ad ascoltarli sono rimasto ancora più stupito del fatto che fossero praticamente sconosciuti. Certamente non siamo di fronte alla band del secolo, per carità, ma i ragazzi ci sanno fare ed hanno una loro personalità: è un Black Metal che prende in più parti dal Progressive e che non disdegna parti atmosferiche, o almeno questo è ciò che suonano in “Expedition Autarktis”.
Una cosa che salta subito all’orecchio è la voce, non il classico scream ma piuttosto un mezzo growl decisamente rude e rabbioso, merito anche della scelta di cantare in tedesco, a cui a tratti viene alternato un clean dal tono vichingo. E come ignorare i pattern di batteria elaborati che già dalla prima traccia “Asymmetrisch (Ginnungagap)” fino alla conclusiva “Autarktis (Bergthron)” scandiscono ritmi dinamici e spesso fantasiosi. È un sound solido e freddo, l’introduzione Ambient di “Eisbrecher (Baldur)” ad esempio ha sonorità veramente gelide ma in generale ascoltando questo lavoro sembra di assistere ad un’invasione di vichinghi con intenzioni tutt’altro che buone. Le chitarre danno ulteriore vigore all’album, lasciandosi andare in arpeggi e assoli melodici ma anche in parti dissonanti, come in “Weiße Bestie (Thökk)”, una delle migliori del disco, o che sanno molto di Metal vecchia scuola. Una nota positiva va al bassista che fa sentire la sua presenza e non si limita a seguire l’andamento delle canzoni, ma anzi in alcuni passaggi preferisce metterci del suo come nella traccia iniziale o in “Nordpolar° (Jormungand)”. Al contrario le tastiere sono abbastanza nascoste, vengono usate principalmente come background, ma in “Seepest (Naglfar)” ad esempio saltano fuori con qualche passaggio intrecciandosi alle chitarre.
L’album non fatica ad essere apprezzato, all’interno delle canzoni stesse son presenti vari cambiamenti di ritmo che lo rendono vario e godibile; la produzione esalta la solidità del sound, più che adatta al contesto. Complessivamente possiamo tranquillamente dire che “Expedition Autarktis” è un buon disco, merita sicuramente più di una chance ed allo stesso modo i Bergthron meritano di essere tenuti d’occhio con più attenzione.