BESTIAL MOCKERY – Gospel Of The Insane

 
Gruppo: Bestial Mockery
Titolo: Gospel Of The Insane
Anno: 2006
Provenienza: Svezia
Etichetta: Osmose Productions
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TRACKLIST

  1. Tyrant Of Hells Land
  2. Hell's Vociferation
  3. Father In Heaven
  4. The Ecstasy Of Holocaust
  5. Selfdestructive Salvation
  6. Out From The Cold – Straight To Hell
  7. Black Metal Slaughter
  8. The Punishment Of Pure Hellpain
  9. Satan's Devilsaw
  10. Domesticator
  11. Slut – Fuck – Cult
  12. Morbid Chainsaw Extermination
DURATA: 30:50
 

Nella vita credo sia capitato a tutti di rientrare a casa con le palle talmente girate da prendersela con chiunque o con qualsiasi cosa vi si parasse davanti. In quelle circostanze uno degli ascolti che ho utilizzato più spesso per calmare la situazione è stato — e probabilmente sarà anche in futuro — "Gospel Of The Insane" dei Bestial Mockery.

Gli Svedesi si prendono tutto il carico di bestemmie e turpiloqui che mi girano in testa e lo annientano una volta iniziato l'album con "Tyrant Of Hells Land", placandomi a suon di legnate primordiali. Una mezzora di black-thrash metal devoto alla vecchia scuola che ti si fionda contro con canzoni di breve durata, ficcanti e blasfeme, che nel momento del bisogno rimando in «play» continuato. Ho praticamente perso il conto del numero di volte che ho ascoltato "Selfdestructive Salvation", "Black Metal Slaughter" e il trio di pezzi a chiusura del disco composto da "Domesticator" (e vai di motosega!), "Slut – Fuck – Cult" e "Morbid Chainsaw Extermination", guardando la solita copertina beceramente splendida realizzata da Chris Moyen, facendo sì che il vigoroso e inumano assalto condotto dal gruppo raddrizzasse una delle tante giornate andate ingiustificatamente a meretricio.

Non c'è spazio per riflessioni complesse, né attimo da perdere, "Gospel Of The Insane" è una macchina per l'headbanging, un abilissimo modo per scacciare i pensieri, un ottimo caricabatterie capace di immettere in circolazione una bella scarica di adrenalina. Musicalmente parlando, i Bestial Mockery ci consegnano la prestazione concreta (in certi casi il fanculo all'originalità è d'obbligo), perversa e ben prodotta (giusto il basso avrebbe potuto ricevere un'attenzione maggiore, ma nel complesso non risulta essere così penalizzato) di una band purtroppo ormai non più in attività, ma che non posso esimermi dal consigliarvi caldamente.

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