Bestialord - Black Mass Wedding

BESTIALORD – Black Mass Wedding

Gruppo:Bestialord
Titolo:Black Mass Wedding
Anno:2019
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Satanath Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Black Mass Wedding
  2. Coven Of The Dead
  3. This World My Tomb
  4. Magna Mater
  5. Dr. Phibes
  6. Vengeance Needs Blood
  7. Writhe With Serpents
  8. Now It Begins
DURATA:40:54

Ci hanno messo poco più di un anno e mezzo, i Bestialord, a cacciare il loro secondo album: Law Of The Burning è del gennaio 2018, mentre questo Black Mass Wedding è di giugno 2019. Bene se ti chiami Black Sabbath, un po’ meno bene se ne sei un semplice epigono e hai una scrittura fresca come l’acqua di cottura della pastasciutta. Meno bene perché se si tratta dell’album di debutto ci sta, e fino a un certo punto perché i musicisti coinvolti non sono di primissimo pelo, ma se nel giro di così poco tempo cacci un altro lavoro sulla solita trita e ritrita miscela di doom e death metal (?) forse troppe cose da dire non le hai.

Partiamo dalla produzione pulita e super-basic che caratterizza Black Mass Wedding, e dal modo in cui un suono così mette in evidenza tutti i limiti compositivi di un gruppo che si avvita continuamente sullo stesso cliché, con un riffing asfittico e un repertorio vocale limitatissimo e monocorde, spesso effettato in maniera un po’ sconclusionata. Neppure gli assoli di chitarra di Mark Anderson (che per due anni ha suonato il basso coi Manilla Road) sorprendono più di tanto, nemmeno quando si sperticano come nella cadenzata e orrorifica, manco a dirlo, “Dr. Phibes”; brano che perlomeno ci consente di riesumare fra polvere e ragnatele una delle più iconiche interpretazioni sul grande schermo di Vincent Price, nume tutelare del cinema horror americano, che proprio con The Abominable Dr. Phibes e nel sequel Dr. Phibes Rises Again si stampa nella memoria degli appassionati impersonando un organista sfigurato, deciso a vendicare brutalmente la morte della moglie sotto i ferri di chirurghi negligenti. Per assurdo il pezzo più interessante, completo e riuscito degli otto che figurano sull’album è “Now It Begins”, evocativo per quanto con un testo che l’adolescenza può accompagnare solo e, perciò, opportunamente lasciato in coda quando la pazienza vacilla e la palpebra pure.

A parte questo excursus cinematografico c’è davvero poco di cui parlare, per cui se siete dei completisti del genere non potete esimervi dal seguire pedissequamente le avventure dei Bestialord; se non lo siete, sono sicuro che potrete rivolgere dollari e orecchie da un’altra parte con più profitto.

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