BETHLEHEM – Dictus Te Necare

 
Gruppo: Bethlehem
Titolo: Dictus Te Necare
Anno: 1996
Provenienza: Germania
Etichetta: Red Stream
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TRACKLIST

  1. Schatten Aus Der Alexander Welt
  2. Die Anarchische Befreiung Der Augenzeugenreligion
  3. Aphel – Die Schwarze Schlange
  4. Verheißung – Du Krone Des Todeskultes
  5. Verschleierte Irreligiosität
  6. Tagebuch Einer Totgeburt
  7. Dorn Meiner Allmacht
DURATA: 43:56
 

Ecco il punto culminante della carriera musicale dei Bethlehem, gruppo tedesco capitanato da Jurgen Bartsch, ideatore del filone del «suicidal black metal» o come vi piace di più chiamarlo (i Bethlehem lo definiscono «dark metal»). Se volessimo dare delle coordinate sonore, potremmo dire che i Bethlehem suonano un misto tra doom e black metal. Ma quello che scaturisce dall'unione di questi due sottogeneri è qualcosa di completamente nuovo, nel 1996 assolutamente rivoluzionario.

Preparatevi a un viaggio nella disperazione e nel dolore, perché se i Bethlehem avevano già dimostrato di saperci fare col precedente "Dark Metal", qui hanno veramente aperto le porte dell'inferno! Le parti vocali di Landfermann sono quanto di più allucinante si possa immaginare. Lontane anni luce dalla classica impostazione del black metal, questi veri e propri urli di dolore spiazzano l'ascoltatore, facendo capire da subito che non ci troviamo dinnanzi a un lavoro facilmente catalogabile.

Il punto forte dell'album è senz’altro costituito dalle chitarre di Matton, che tesse la parte melodica, abbandonando ogni velleità di impatto sonoro. L'album si alterna su continui cambi di tempo e ogni pezzo si incastra perfettamente col precedente, creando un'unica esperienza sonora che fa sprofondare in un turbine di dolore e disperazione. Se ciò non bastasse, i testi (rigorosamente in tedesco) sono così criptici e grotteschi (come anche molte delle interviste rilasciate dallo stesso Bartsch) da acutizzare ancora di più il senso di spaesamento dell'ascoltare.

In definitiva senza questo disco non avremmo molte delle band che oggi spopolano nel panorama metal: una su tutte gli Shining, che più di altre devono ai Bethlehem tutta l'impostazione del sound. Per chi non lo avesse: se riusciste a procurarvi "Dictus Te Necare", accaparratevelo immediatamente, perché è uno dei lavori che ha aperto una strada invece di seguire i trend, come fanno la maggior parte delle band metal. Se i Bethlehem hanno cercato di farci capire cosa significa «suicidio», con questa uscita sono riusciti nel loro intento.

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