Beyond Helvete - MMXX

BEYOND HELVETE – MMXX

Gruppo:Beyond Helvete
Titolo:MMXX
Anno:2020
Provenienza:Germania
Etichetta:Immortal Frost Productions
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. The Way To Entelechy
  3. Signs In The Sand
  4. Crowd Of Faceless
  5. From The Knowledge Of Ignorance
  6. The Search For Truth
  7. MMXX
DURATA:29:26

Ci voleva un anno di merda come il 2020 per levare dal torpore il progetto solitario Beyond Helvete, dietro il quale ha operato fin dalla sua fondazione Natrgaard, dalla ridente Stoccarda. La formula non sembra cambiata troppo dai tempi di Self-Therapy (2011, Dusktone) e Good :: Times (2012, autoprodotto), il black metal del tedesco pare aver mantenuto produttiva la vena groove e modernista che aveva caratterizzato gli esordi discografici.

MMXX è un bel concentrato di riff grassottelli, soprattutto per gli standard del black in salsa depressive, che è un po’ il terreno da cui è germogliato Natrgaard il quale, ancora una volta, si occupa di tutti gli strumenti con discreta perizia, oltre che del cantato. L’Intro inizia a macinare riff e mazzate strizzando l’occhio al black’n’roll di scuola ultimi Darkthrone-Sarke, quindi con quella spruzzata di thrash che movimenta le cose. Cose che si muovono, sul piano tematico, in un equilibrio precario fra disillusione distruttiva e incazzatura costruttiva: “The Way To Entelechy” parla piuttosto chiaro già dal titolo aristotelico, alludendo a quella finalità interiore che è scritta dentro ognuno di noi, la stessa che rende vano cercare speranze o risposte, come recita “Signs In The Sand”. Non manca neppure un invito chiaro e tondo a ragionare con la propria testa in maniera critica e interessata (“Crowd Of The Faceless”), quindi c’è la rassegnazione più pura (“From The Knowledge Of Ignorance”) e la ricerca di una verità che non può dare grossi frutti finché ci si uniforma (“The Search For Truth”) alla massa. “MMXX” chiude questo vortice densissimo il disco dura appena mezzora senza particolari giri di parole: «…The year of thoughts… / The year of fault… / …The year of chaos…».

Un lavoro solido e omogeneo, più credibile e decisamente meno tronfio di altra roba legata al periodo che stiamo vivendo che ci è passata fra le mani. Quindi bene, Beyond Helvete, come usa dirsi alla fine di un funerale: speriamo di rincontrarci in tempi migliori; una speranza più che remota, al momento.

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