BEYOND LIGHT – Paintings In The Hall

 
Gruppo: Beyond Light
Titolo: Paintings In The Hall
Anno: 2014
Provenienza: Olanda
Etichetta: MAA Productions
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TRACKLIST

  1. Blind But Drawing
  2. Painted Memories
  3. Beneath The Horizon
  4. Her Broken Face
  5. Her Cold Hands
  6. No Rest (Not Even in My Dreams)
  7. Leave Me Alone
  8. Coming Back At Last
  9. Overflowing Fragments
  10. Inevitable
  11. Tempest Of Light
DURATA: 61:45
 

Belfalas si presentò ad Aristocrazia Webzine con il progetto Beyond Light per la prima volta quattro anni fa, con l'ambizione di unire depressive black metal e atmosfere rock psichedeliche. "Eclipsed Sun Path" però rivelò parecchie criticità, specialmente la mancata coesione fra le diverse influenze in seno al disco. Ora l'Olandese torna a farsi sentire con il seguito intitolato "Paintings In The Hall": sarà riuscito a smussare le imperfezioni precedentemente rilevate?

Il nuovo disco narra la drammatica vicenda di un uomo cieco che ha perso tutti i suoi affetti e si rifugia nella pittura per farli rivivere e allentare le sue sofferenze, sino a quando quei ricordi assumono sembianze troppo concrete. In ragione di ciò, la musica assume i contorni di un flusso narrativo continuo, dall'approccio fortemente introspettivo, dove il black metal dalle tinte depressive esprime il disagio più carnale, utilizzando uno screaming spettrale carico di filtri in pieno stile Burzum, per poi fondersi con le ritmiche moderate tipiche del doom. La malinconia e la speranza perduta del protagonista invece sono trasmesse dagli arpeggi e dalle tante parti acustiche e melodiche; queste ultime mi hanno sovente portato alla memoria le soluzioni della one man band The Fall Of Every Season. Infine gli stacchi e i passaggi più intimi e minimali rappresentano i rari momenti di sollievo.

La proposta possiede un forte gusto progressivo ed è difficile codificarla complessivamente con precisione, viste le tante incursioni di vari generi e stili. Nel corso della scaletta possiamo godere di passaggi in pieno stile Katatonia di "Brave Murder Day" in "Her Cold Hands", soluzioni care agli ultimi e più moderni Forgotten Tomb con tanto groove oppure di momenti di puro rock emozionale. Maneggiare tutta questa carne al fuoco e altra ancora (assoli, tastiere) in maniera fluida e coerente non è per nulla facile, specie da soli (l'unico supporto ricevuto da Belfalas riguarda le tastiere e un assolo), tuttavia il Nostro se l'è cavata e — pur basandomi quasi esclusivamente sulle parole del mio collega per effettuare un confronto — personalmente ravviso un quasi totale superamento delle problematiche del passato. Anche i suoni sono decisamente più curati e la produzione si è allontanata da un approccio lo-fi tipico del depressive-suicidal black metal, offrendo spazi anche alle frequenze basse e in generale maggiore calore e profondità. Forse soltanto la batteria risulta un po' troppo secca, pur se col passare dei minuti tale sensazione si affievolisce.

Accanto agli aspetti positivi restano alcuni difetti, su cui poter lavorare con relativa facilità: lo screaming non è ancora modulato per seguire costantemente le variazioni musicali; certi passaggi sono ripetuti senza particolari mutamenti, come i numerosi stacchi, mentre altri sono eccessivamente derivativi; la componente puramente black metal spesso si accontenta di espedienti banali e limitati, senza incidere mai con decisione (con la parziale eccezione di "Her Broken Face"). Questi ultimi due punti dimostrano d'altro canto che il gruppo offre il meglio di sé quando non si incanala in un filone preciso, ma cerca una propria via alla musica, basata sull'espressione di emozioni intense.

Tirando le conclusioni, "Paintings In The Hall" è un disco adatto a chi non ama i compartimenti stagni ed è disposto a recepire un'opera nella sua interezza, senza estrapolarne singoli frammenti.

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