BIESY – Noc Lekkich Obyczajów

 
Gruppo: Biesy
Titolo: Noc Lekkich Obyczajów
Anno: 2017
Provenienza: Polonia
Etichetta: Third Eye Temple
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Każdego Dnia
  2. W Krew
  3. Powroty
  4. Czerń Nas Prosi
  5. Rzucony W Przestrzeń
  6. Noc Lekkich Obyczajów
DURATA: 42:11
 

Una copertina nichilista, monocromatica, sulla quale si possono intuire alcuni casermoni sovietici imponenti, concreti ed estremamente tangibili. È ciò che si potrebbe dire anche di "Noc Lekkich Obyczajów" (traducibile più o meno con «notte dalla dubbia morale»), debutto dei Biesy, nati a Cracovia nel 2014. Il trio è composto per due terzi da personaggi già conosciuti a chi mastica un po' l'underground estremo, specialmente quello proveniente dalla terra polacca: oltre al chitarrista, bassista e compositore PR, troviamo infatti il batterista Maciej Pelczar e il cantante Stawrogin, quest'ultimo impegnato negli Odraza ed entrambi presenti su quella perla che risponde al titolo di "Ghost Chants" degli Outre, datato 2015.

Rispetto al Black Metal del gruppo appena citato, i Nostri cambiano direzione, modellando la materia nera in qualcosa di più dissonante, quasi sfuggente nelle strutture però non nei suoni, i quali si possono quasi toccare con mano. Siamo di fronte a un Death-Black Metal moderno che strizza l'occhio a mostri sacri come Ulcerate e Deathspell Omega, peccando forse un po' in originalità ma non certo annoiando l'ascoltatore, pregno di strutture caotiche e senza particolari punti di riferimento a cui aggrapparsi, contornate dalla voce di Stawrogin ora rabbiosa e profonda, ora disperata e quasi lamentosa.

La grigia e monotona realtà urbana serve da principale ispirazione per questa opera, che la riflette nella forma di composizioni alienate come può essere la vita quotidiana negli spogli e deprimenti sobborghi post-sovietici. Se durante il giorno si è costretti a rimanere incatenati per riuscire a sopravvivere e andare avanti, la notte (altro tema portante del lavoro) è il momento in cui quanto accumulato si riversa al di fuori della mente umana, andando a risultare in un annichilente miscuglio di depravazioni sonore di vario tipo (una su tutte, i lunghi minuti con soltanto rumore di fondo in "Rzucony W Przestrzeń").

La produzione è inappuntabile e serve alla perfezione il genere proposto, il quale riesce a veicolare con successo le sensazioni di cui il gruppo si fa portavoce: che sia con i down-tempo di "Czerń Nas Prosi" o con le sferzate incessanti di "W Krew", i Biesy ci tengono a far piombare sulla nuca dell'ascoltatore tutto il disagio e la pesantezza di un mondo piatto e senza spiragli, se non quello della follia e dell'alienazione personale.

"Noc Lekkich Obyczajów" è sicuramente un buon debutto, per quanto migliorabile dal punto di vista della personalità, che sarà apprezzato da chi sguazza nell'estremo più inafferrabile e dissonante.

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