Bird - The Great Beast From The Sea

BIRD – The Great Beast From The Sea

Gruppo:Bird
Titolo:The Great Beast From The Sea
Anno:2021
Provenienza:Italia
Etichetta:Olde Magick Records
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TRACKLIST

  1. No Gold For Charon
  2. The Suzy Night Tales
  3. Wintertale
  4. Black Control Room
  5. La Danse Des Cadavers
DURATA:31:06

A volte ritornano e spesso è un piacere quando succede. Avevamo parlato di Simone Pennucci giusto qualche settimana fa con l’ottimo disco di debutto dei suoi The Dhaze, ed ecco che il musicista napoletano ricompare sulle nostre pagine in tempo record con un EP, pardon un mini album in cinque tracce intitolato The Great Beast From The Sea. Il gruppo risponde al nome di Bird e originariamente era un quartetto, con componenti provenienti da altri progetti di Pennucci quali i citati The Dhaze, Lee Van Cleef e i non più attivi Whiskeycold Winter, di cui ho avuto modo di fare la gradita conoscenza qualche anno fa su altri lidi. Dopo la pubblicazione del mini album c’è stato un cambio di formazione, ora assestatasi in un power trio con la partecipazione di Lorenzo Manna alla batteria e Pietro La Tegola al basso.

Fatte le dovute presentazioni, una delle prime cose che salta all’occhio è lo stile del logo, visivamente accostabile a quello dei Rush con un tocco di Aerosmith. Il genere proposto dai Bird non è comunque altrettanto immediato e scontato, poiché l’influenza predominante è quella blues-rock, sebbene compaiano qua e là episodi psichedelici, prog oppure folkloristici: ne sono un esempio la ballata “Wintertale” e la conclusiva, bellissima “La Danse Des Cadaveres”, in cui non si può non percepire un gusto a cavallo tra elementi irlandesi-scozzesi e la lezione impartita dai Jethro Tull.

La grande bestia marina parrebbe essere, a giudicare dalla copertina, Cthulhu o un Kraken, ad ogni modo un essere ancestrale antico quanto il mondo che, nell’interpretazione di Francesca Vecchio, emerge dalle acque del Golfo di Napoli, con il Vesuvio sullo sfondo. Una sola minaccia non bastava a terrorizzare la popolazione, immagino. I temi trattati rappresentano una vera e propria fuga dalla realtà, passando dal mondo dell’occulto e del sovrannaturale a quello fiabesco. Ogni brano è un racconto, non ho purtroppo modo di inoltrarmi in ciascuno di essi nello specifico, non avendo a disposizione tutti i testi, ma andando a intuito e interpretando liberamente direi che la southern “No Gold For Charon” abbia a che fare col rifiuto di farsi traghettare dall’altra parte dopo essere passati a miglior vita. La storia dietro “The Suzy Night Tales” è assai meno misteriosa, grazie alla presenza di un lyric video che ci narra di una giovane donna che cerca la ricchezza e, più in generale, il suo posto nel mondo. Il tutto condito dalle grezze e ruvide corde vocali di Pennucci, che aggiungono un tocco stoner a un genere che stoner non possiamo definire, o almeno non completamente, non del tutto.

I Bird ci catapultano nel loro personalissimo mondo della fantasia, presentandocene i personaggi attraverso soluzioni musicali e stilistiche che, pur non essendo totalmente originali, non possono d’altro canto assolutamente essere etichettate come scarsamente creative. The Great Beast From The Sea riesce con estrema facilità a ritagliarsi uno spazio tutto suo e a catalizzare l’attenzione su di sé, per cui se lo ascoltate mentre siete alla guida fate attenzione a non lasciarvi trasportare altrove con la mente, perché il rischio è alto.

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