BIRDS OF PASSAGE – Without The World

BIRDS OF PASSAGE – Without The World

Informazioni
Gruppo: Birds Of Passage
Anno: 2011
Etichetta: Denovali Records
Contatti: www.myspace.com/birdsofpassagemusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. You
2. Scarlet Monkeys
3. Fantastic Frown
4. Pray For A Sunny Day
5. Skeletons
6. The Patterns On Your Face
7. All My Lines
8. Heal
9. Whisper A Word
10. My Own Mind
11. Those Blackest Winter Nights
12. Alone And Raw

DURATA: 50:57

Il progetto neozelandese Birds Of Passage sbarca in Europa grazie al supporto della Denovali Records, questa realtà così intima, sfuggevole ed emotivamente caleidoscopica ruota intorno alla sola figura di Alicia Merz.
L’artista in “Without The World” crea un ritaglio spazio-temporale nel quale potersi immergere liberandosi delle torture giornaliere, affondare nel ricordo, perdersi nella ricerca di una tranquillità che abbraccia con dolcezza dal retrogusto amaro che rimane in bilico fra una melancolia piacevole e il grigiore plumbeo di un atto incompiuto.
La musica è minimale, effetti dronici si fondono con il carezzevole uso dell’acustica accompagnando la leggiadra voce di Alice nella traversata che la porta a visitare posti in cui l’atmosfera dark diviene più cupa e isolante, altri nei quali si pone a riparo dell’avventuriera, altri ancora che si concedono dei picchi gradevoli e quasi scherzosi con suoni lievemente brillanti.
L’incostanza umorale dell’album può ritenersi un’arma a doppio taglio, se per chi è amante di progetti come Antimatter, Sigur-Ros e Dead Can Dance è auspicabile un assorbimento completo e approfondito di una release dotata di più di un momento ricco di pathos, cito “Pray For A Sunny Day” e la successiva “Skeletons” formanti un binomio sublime (ascoltandole ho avuto a impatto stampata in testa l’immagine di una Bjork affievolita nel carattere ma maggiormente incentrata sul ritualismo ambientale) che pur soffrendo di qualche piccolo attimo d’incertezza a causa di una evoluzione istintiva del corso sonoro (che personalmente apprezzo in quanto rende molto più realistico e meno “inquadrato” il progetto, l’arte deve essere libera di fluire come meglio crede), potrebbe viceversa innalzare non poche difficoltà a chi non è abituato a scontrarsi contro un sound irto di ostacoli se non si entra nella concezione dell’abbassare volutamente i toni, le velocità ritmiche e i battiti del cuore per entrarvi in sintonia.
Fate finta di ritrovarvi per cinquanta minuti in uno stato catatonico permettendo alle sole note di “Without The World” di attraversare il corpo e nutrire il cervello sviluppando e accoppiando a ogni passaggio e sospiro di voce un’immagine guida, una volta aperta quella porta potrete decidere se proseguire percorrendo quel corridoio prendendovi la briga di decidere cosa vedere una volta averlo oltrepassato o abbandonare un “on air” che per un motivo o un altro non siete riusciti a far vostro, capita anche questo, provare però sarebbe più che opportuno.

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