Birth Of Aurora - Sapere Aude

BIRTH OF AURORA – Sapere Aude

Gruppo:Birth Of Aurora
Titolo:Sapere Aude
Anno:2020
Provenienza:Italia / Danimarca
Etichetta:Autoprodotto
Contatti:Facebook  Youtube
TRACKLIST

  1. Sopor Fratrem Mortis Est
  2. The Awakening
  3. Dreaming The Great Rebellion
  4. Three Gates Of Knowledge
  5. Falling Between The Awareness Of Existence
  6. Birth Of Avrora
DURATA:23:44

Sapere Aude: osa conoscere. Ce l’ha detto Orazio, ce l’ha ripetuto Kant e ora tornano a sottolinearlo i Birth Of Aurora, giovanissimo duo composto dall’ex membro dei Symbolyc e degli Ade Diego Laino e da Diego Cozzolino. I due chitarristi, con l’aiuto di Giulio Galati alla batteria (attualmente in forze agli Hideous Divinity e ai Nero Di Marte, tra gli altri) e del bassista Umberto D’Onofrio, hanno confezionato un debutto breve ma assolutamente intenso il cui nome, appunto, fa riferimento all’antico detto latino successivamente ripreso dal filosofo illuminista.

Seppur della durata di venti minuti e spiccioli, l’EP del duo diviso tra Napoli e Copenhagen segue in maniera attenta e minuziosa un filo logico-concettuale, sviluppando con le sue sei tracce una trama semplice e lineare, nonostante di semplice nella sua musica ci sia poco o nulla. Sapere Aude si apre e si chiude con due strumentali a opera dell’Orchestra Esteh di Vincenzo Notaro, una coppia di brani abissali che predispongono magistralmente l’ascoltatore all’introspezione che il concept richiede, mentre nei venti minuti che intercorrono tra le oscure atmosfere di “Sopor Fratrem Mortis Est” e i vagiti pieni di vita in chiusura di “Birth Of Avrora” si scatena l’inferno.

La proposta vera e propria dei Birth Of Aurora si inserisce appieno sui binari del death metal tecnico-progressivo di Beyond Creation, The Faceless e Obscura, sebbene in alcuni momenti emergano variazioni dal retrogusto mediterraneo, tanto in acustico (“The Awakening”, “Dreaming The Great Rebellion”) quanto sempre distorte (“Three Gates Of Knowledge”), che mi hanno fatto tornare in mente i migliori Ne Obliviscaris di Portal Of I, anche se solo per qualche breve istante. L’altra grande influenza del duo è sicuramente quella dei pionieristici Born Of Osiris e Fallujah, i cui spunti al limite del deathcore sono stati assorbiti e rielaborati soprattutto nelle variazioni ritmiche all’interno dei pezzi. Non parliamo di metalcore-storcinaso-puzzailculo da frangia storta sulla fronte da fan degli Asking Alexandria, questo è certo; qui siamo di fronte all’equivalente sonoro di uno schiaffone à la Bud Spencer, carico non tanto di rabbia ignorante quanto piuttosto di uno spietato, irrefrenabile desiderio di conoscenza.

Per quanto mi è dato sapere, al momento non è in programma un’edizione in formato fisico per Sapere Aude, eppure siamo davanti a una prima prova di un certo spessore anche qualitativo: non parlo solamente della perizia tecnica dei musicisti coinvolti, che pur non rivoluzionando un genere sono ampiamente capaci di farlo proprio, di plasmarlo e rimodellarlo a loro piacimento, ma anche dal punto di vista meramente acustico, visto che l’opera è passata tra le mani di Stefano Morabito ai 16th Cellar Studio di Roma. Che i Birth Of Aurora possano avere un futuro promettente davanti a sé, a questo punto, non è solo augurabile ma forse anche auspicabile, visto il momento positivo che sta vivendo la scena death metal nostrana. Oltre al successo su scala globale raggiunto dai Fleshgod Apocalypse, in questo senso, basti pensare alla fortuna di realtà come Hour Of Penance e Hideous Divinity, che lo scorso anno hanno tirato fuori due dischi discretamente tosti, ma anche a quella dei meno direttamente death e più post-sperimentali Nero Di Marte.

In questo preciso momento storico, in cui l’umanità sta riuscendo inspiegabilmente a superarsi giorno dopo giorno dando sempre il peggio di sé, l’appello dei Birth Of Aurora a far leva sulla conoscenza (piuttosto che sulla forza stessa) cade proprio a fagiolo. Anche perché, rimanendo in ambito latino, se è vero che audentes fortuna iuvat, allora Sapere Aude non è solo un invito all’introspezione per il miglioramento del sé ma può essere visto pure come memento per l’intera società.

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