BLACK BLOOD STIGMATA – Deviant Deities And Perverse Prophets

 
Gruppo: Black Blood Stigmata
Titolo:  Deviant Deities And Perverse Prophets
Anno: 2014
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Cowards Of Allah
  2. The Mis-Creation
  3. Coins For The Coffer
  4. Chains Of Religion
  5. Judeo Fairy Tales
  6. Sharia Bullshit
  7. Disgusted By Human Filth
  8. Mass Religious Grave (A Grave For All Faiths)
  9. Call From The Grave [cover Bathory]
DURATA: 61:32
 

Stando alle informazioni ufficiali, i primi tentativi di creare qualcosa tra i diversi membri, quando ancora il progetto non aveva nome, risalgono addirittura al periodo 2002-2004. È quindi dopo tanto, davvero tanto tempo e numerosi ritardi e vicissitudini varie, che i Black Blood Stigmata tagliano finalmente il traguardo del primo album completo, pubblicato a metà 2014, ma parte delle cui registrazioni risale addirittura al 2012. E bisogna dirlo, una volta sciolto il ghiaccio iniziale, si tratta di un lavoro solido e piacevole.

Partendo dal presupposto che "Deviant Deities…" sarebbe potuto durare venti minuti, o almeno quindici, di meno, gli otto brani — più cover di bathoryana memoria — che il trio statunitense mette sul piatto sono un ottimo amalgama tra death e black metal, nell'accezione più lo-fi, primordiale e sporca che possiate concepire. La struttura interna della formazione è poi di quelle che lasciano una pressoché totale libertà ai membri: Troy si occupa di batteria, chitarra acustica, tastiere e scream, Ryan di chitarre e tastiere, Jason di chitarre, basso e growl. Il lavoro finito, come si può ben immaginare, è un calderone fumante e ribollente di diversi approcci, diverse situazioni miscelate quasi sempre a dovere e dal risultato assolutamente orripilante. Ciascun brano, anche grazie a una durata cospicua (si viaggia mediamente intorno ai sette minuti abbondanti ciascuno), riesce a far convivere al proprio interno tanta atmosfera black, con riff ripetuti e quasi litaniaci, una tastiera che alle volte riporta alla mente le derive più atmosferiche del genere e addirittura qualche rimando alla scuola depressive, quanta materia death metal, con chitarrone spesse tanto e momenti più "corposi" e rabbiosi. A coronamento delle due prospettive, ovviamente, troviamo poi le voci: growl e scream da manuale, anche se in quest'ultimo caso non si può fare a meno di notare una certa "sovraesposizione" della voce di Troy rispetto a tutto il resto, alle volte risultando un po' fastidiosa nel suo protagonismo (a questa mi riferivo quando parlavo del ghiaccio iniziale, poiché "Cowards Of Allah" si apre proprio con un passaggio in cui le due voci escono palesemente su due piani diversi).

Dal punto di vista delle tematiche trattate, per quanto i testi dei brani non siano disponibili, direi che i Black Blood Stigmata non fanno mistero alcuno della propria avversione a qualsivoglia credo religioso, così come l'illustrazione di copertina, raffigurante un'orgia tra uomini e demoni, sembra uscita dalle tavole dell'Eclissi di Berserk. La produzione del disco, invece, seguita e operata completamente dalla band, è esattamente come ce la si aspetta: orribile, dunque assolutamente adatta e funzionale all'obiettivo di "Deviant Deities And Perverse Prophets" di disturbare, essere apertamente ostile all'ascoltatore e trascinarlo in un vortice di ripugnanza.

Un paio di aggiustamenti ai i volumi e un po' più di sintesi in fase di scrittura, e i Black Blood Stigmata potrebbero regalare soddisfazioni. Buona la prima, ma c'è del margine di miglioramento su cui lavorare.

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