BLACK INSIDE – A Possession Story

 
Gruppo: Black Inside
Titolo: A Possession Story
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Red Cat Records
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TRACKLIST

  1. Man Is A Wolf To Men
  2. The Siege Of Jerusalem
  3. Black Inside
  4. I'm Not Like You
  5. King Of The Moon
  6. Too Dark To See
  7. A Possession Story
  8. Forsaking Song
  9. Jeffrey
  10. Pharmassacre
DURATA: 54:23
 

Puntuali come orologi svizzeri e a due anni di distanza dalla seconda uscita "The Weigher Of Souls", ritroviamo i nostrani Black Inside con un nuovo album. "A Possession Story" possiede qualche piccola ma piacevole novità nel sound e conferma che i Partenopei fanno decisamente sul serio.

L'ho ripetuto tante volte: la terza prova è da sempre considerata come il reale test sulle intenzioni di una band e dovrebbe far comprendere all'ascoltatore se il passo che conta per entrare nel giro dei grandi sia fattibile o meno. Nello specifico siamo di fronte a un lavoro che ha tutte le carte in regola per accedere a quell'area riservata dalla porta d'ingresso principale.

Alle molteplici influenze di stampo prettamente europeo riscontrabili ed elencate in antecedenza sia nella recensione del primo rilascio "Servant Of The Servants" che nel seguito già citato, si è unita una corrente americana che include Iced Earth, Metal Church e in sparutissime apparizioni anche gli Annihilator ("A Possession Story"), perfetta per arricchire una proposta capace di muoversi internamente a vari territori musicali come heavy e doom metal con accenni thrash. Troviamo così pezzi mascolini e vibranti quali "Man Is A Wolf To Men" e "Pharmassacre" insieme ad altri emotivi e accorati come le due semi-ballate "Black Inside" e "King Of The Moon", mentre "Too Dark To See" e la lunga "Jeffrey" palesano il lato più greve e scuro della band.

Il gruppo sfodera una prestazione competitiva almeno per ciò che riguarda la componente compositiva e strumentale, difatti non posso negare che ascoltare nel 2015 un buon disco metal in cui fasti del passato e visione moderna vanno a braccetto sia un'esperienza piacevole; il merito va dato anche alla produzione potente e verace ma tutt'altro che laccata. Peccato solamente per la pronuncia inglese imprecisa del cantante Luigi Martino: in generale la sua versatilità e bravura nell'imporsi sul brano in corso, come detto anche in altra circostanza, sono l'arma in più in dote al complesso, perciò è fondamentale che il difetto vada corretto, se si vuole ottenere un riscontro oggi più che mai.

I Black Inside sono una creatura in costante crescita, da tenere in decisa considerazione sia in qualità di ascolto casalingo che in sede live. "A Possession Story" ci fornisce un'ulteriore riprova di come in Italia il metal — per quanto spesso se ne parli utilizzando toni non di certo lusinghieri — stia vivendo un periodo particolarmente produttivo e positivo. Il centro è stato quasi colpito.

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