BLACK POCKET LICE – Paradise In Blood

BLACK POCKET LICE – Paradise In Blood

Informazioni
Gruppo: Black Pocket Lice
Anno: 2010
Etichetta: Wydawnictwo Muzyczne Psycho
Contatti: www.myspace.com/blackpocketlice
Autore: Mourning

Tracklist
1. Paradise In Blood
2. Destiny Of Shit
3. Strong Enough

DURATA: 13:54

BLACK POCKET LICE - Paradise In Blood L’underground polacco (e non solo) ha trovato nella figura di Robert della Psycho Records (troverete l’intervista girando per il sito) una certezza, la label è sempre pronta a supportare le uscite nazionali dando possibilità di farsi mostrare, l’ha fatto nel recente passato anche con realtà esterne al circolo del polish metal, i Repuked svedesi hanno infatti stampato la raccolta di demo in tape “Repukalypse Now” proprio per la Psycho.
Stavolta è il turno dei neonati Black Pocket Lice, altro monicker nuovo che nasconde artisti conosciuti per la militanza in act quali Borea, The Thorn (anch’essi recensiti già per la nostra ‘zine), Alienacja e che nel 2010 han prodotto un primo demo, “Paradise In Blood”, composto di tre tracce e reperibile in solo formato tape limitato a centocinquanta copie indirizzato agli amanti del death metal.
Neanche quindici minuti che bastano però a chiarire le idee, composizioni violente e come scuola nazionale insegna portate a condurre melodie che non esulano da lievi richiami moderni, nulla però d’innovativo, una giusta commistione di impatto fatto di sfuriate improvvise, andature pestate e un riffing che in alcuni fraseggi più classici e orientati al versante della morbosità statunitense si avvicina al blackish, questo è “Paradise In Blood” (il pezzo), decisamente rivolto allo svedese melodico l’episodio successivo “Destiny Of Shit”, qui la melodia diviene dominante e seppur si mantengano ritmi sostenuti la posizione assunta dal songwriting diviene più affine alle correnti coinvolte nel movimento dall’attitudine catchy, bella la solistica heavy oriented che nella parte pre-conclusiva del brano si ritaglia una buona fetta di spazio.
I toni si rianneriscono nell’ultima “Strong Enough”, il riffato pur mantenendo vivido l’aspetto armonioso è più scuro, il lavoro svolto dalle sei corde in fase d’intarsio ricorda alla lontana quello dei Death mentre il drumming ancora una volta ripiega su soluzioni compatte che portano alla luce tirate brevi e pressanti.
Una prestazione abbastanza varia e ben eseguita, la produzione a supporto offre una discreta intellegibilità alla strumentazione in toto, anche il basso sembra non “subirla” particolarmente, l’unica nota leggermente stonata è la prova dietro al microfono che nelle parti tendenti allo scream è poco convincente oltre ad avere una scarsa resa.
I Black Pocket Lice sono solo agl’inizi, in futuro potrebbero far uscire prove interessanti e che valgano l’ascolto, per ora rimangono inseriti nel calderone delle tante band in attesa di ulteriori sviluppi, se vi dovesse piacere “Paradise In Blood” dato il suo numero esiguo numero di copie fatevolo vostro prima possibile.

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