BLACK POPPERS – Mojo | Aristocrazia Webzine

BLACK POPPERS – Mojo

Informazioni
Gruppo: Black Poppers
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/blackpoppers
Autore: Mourning

Tracklist
1. A Cry For My Dead Youth
2. In The Name
3. A Little Time Out
4. Dreams Of Freedom
5. Fear
6. Respect
7. Love & Confusion
8. Dance Around
9. Are You Dead Inside

DURATA: 35:20

E’ piacevole scoprire che ci sono band che provano a loro modo a reinventare il rock, certo è un’operazione impossibile trovare qualcosa che sia realmente innovativo ma cercare almeno di miscelare un po’ di stili dando vita a una proposta quantomeno differente rispetto ai classici standard è una cosa decisamente gradita.
I francesi Black Poppers sono particolari, non perfetti, non tecnicamente intricati o tendenti a chissà quale progressivismo oltranzista, quello che infilano dentro il loro “Mojo” è rock, ci sono un po’ di stoner, una scintilla seventies, uno spirito rivoltoso malinconico di stampo grunge e una buona dose di groove, sin qui non sarebbe nulla di nuovo se non che i ragazzi decidono fortunatamente di non seguire la strada di base sabbathiana strabusata (in maniera splendida negli ultimi anni ma ormai porto sicuro anche di chi non sa dove dirigersi) privilegiando la visione bluesy e sudista di gente come i Black Crowes, un tantino di Led Zeppelin che non guasta mai, Pearl Jam e vai col divertimento.
I brani sono coinvolgenti, possiedono i giusti ganci melodici e i refrain adatti ad esser canticchiati, mostrano di saper colpire di fino con “A Little Time Out”, di saper stuzzicare con un’acida “Dreams Of Freedom”, provano a incantare l’ascoltatore con i tratti orientali di “Fear”, è una band che giostra al meglio le influenze che confluiscono all’interno del sound valorizzandone una più dell’altra a seconda dell’umore e della volitività con cui il pezzo si presenterà.
Un album che punta molto sul carattere emotivo contenuto nelle canzoni si passa da una prestante opener come “A Cry For My Dead Youth” dal ritornello delirante a una “Love & Confusion” pacata, intima dai toni riflessivi, quello che mi è sembrato davvero strano è che ascoltando “In The Name” mi siano venute in mente le linee di voce sia del Mustaine di “Sweating Bullets”, sia quelle di Cam Pipes in “Deadly Sinner” ovviamente in versione rockeggiante, l’alcol mi ha fuso il cervello? Può darsi…
Lasciando ai posteri tale dilemma da risolvere (sempre che così lo si possa definire), la bontà del disco dei Black Poppers è palesata da una coesione strumentale e d’intento che rende i trentacinque minuti veramente molto piacevoli, non ci sono passi falsi, la produzione regge bene botta offrendo una più che discreta intellegibilità strumentale, sotto tutti i punti di vista il segno “più” sembra trovare il modo di esser presente.
Se amate il rock che non sia quello sdolcinato da classifica né quello alternative, british laccato che tanto va di moda allora date una possibilità a “Mojo”, sarà capace di donarvi un sanguigno, nevrotico e incisivo scossone, i Black Poppers potrebbero fare proprio al caso vostro.