BLACK PYRAMID – II

 
Gruppo: Black Pyramid
Titolo:  II
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: MeteorCity Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Endless Agony
  2. Mercy's Bane
  3. Night Queen
  4. Dreams Of The Dead
  5. Tanelorn
  6. Sons Of Chaos
  7. Empty-Handed Insurrection
  8. The Hidden Kingdom
  9. Into The Dawn
DURATA: 01:01:12
 

Tra gli amanti del Doom (e delle sue varianti), a ben pochi l'omonimo debutto dei Black Pyramid, recensito a suo tempo dal nostro buon Mourning, sarà passato inosservato. Sono ormai trascorsi praticamente tre anni da quell'esordio stupendo e ora gli statunitensi tornano con il loro nuovo full, laconicamente intitolato "II". Le basi del sound che avevano reso "Black Pyramid" un prodotto da autoerotismo compulsivo non sono mutate affatto e, con tale frase, potrei tranquillamente chiudere qui la mia analisi, perchè a questo punto dovreste già essere lì che contate gli spiccioli per accaparrarvi questo disco; ma io so che siete golosi e avidi di dettagli, per cui mi dilungherò ancora un po'.

Aprono le danze "Endless Agony" e "Mercy's Bane", due pezzi che coniugano la tradizione Stoner/Doom con sentori di carattere epico, quasi come se i The Sword facessero una jam con i Warlord. Il carico di elettricità trasmesso è enorme e l'aria è ormai impregnata di sensazioni solide e scure: ora il terreno della mente è fertile e pronto ad accogliere i Black Pyramid. Episodi come "Night Queen", "Sons Of Chaos" e "The Hidden Kingdom" sono ricolmi di Stoner vero e proprio, modellato a seconda delle circostanze con risonanze Electric Wizard (ovviamente molto meno demoniache e drogate), High On Fire e Acrimony, unite alle imprescindibili influenze dei Kyuss e dei primordi Black Sabbath. Nei suoi dodici minuti di lunghezza "Dreams Of The Dead" sviscera invece una visione più soft a cui si potrebbero accostare i Dozer e gli Abramis Brama (specialmente nelle parti più spinte di quel grandissimo disco intitolato "Rubicon"); il pezzo viene inoltre impreziosito con una lunga parte strumentale dall'ottimo gusto melodico e con certe espressioni che mi hanno ricordato lontanamente alcune composizioni dei Manilla Road (se state pensando che il vostro affezionatissimo Dope Fiend sia impazzito, sappiate che non me la sento di smentirvi completamente). La chiusura di "II" è affidata a "Into The Dawn", forse la punta di diamante dell'album, un lungo brano in cui si miscelano alternativamente tutti gli elementi portanti del sound finora proposto; il riffing è corposo, in alcuni punti ossessivo e ipnotico, in altri malinconico o polveroso, ma comunque sempre pronto ad annebbiare e deliziare l'ascoltatore.

Inutile dire che l'insieme strumentale sia quasi completamente privo di sbavature e che la voce di Andy Beresky (a quanto pare da poco non più in line-up) si appoggi meravigliosamente sul tessuto sonoro, valorizzato da una produzione nitida e potente.

Non vi è molto altro da aggiungere se non che i Black Pyramid hanno fatto ancora una volta centro e se avete amato il debutto non farete alcuna fatica a riservare lo stesso trattamento al nuovo arrivato. Dunque: a questo punto voi dovreste aver finito di contare la pecunia in vostro possesso e io dovrei essere riuscito a convincervi della bontà di questo lavoro. Ergo, cosa cazzo state aspettando ad acquistarlo?

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