Black Smoke - Holy Reptilian Mother

BLACK SMOKE – Holy Reptilian Mother

Gruppo:Black Smoke
Titolo:Holy Reptilian Mother
Anno:2019
Provenienza:Polonia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Last Of Us
  2. Iron Lung
  3. Stormtripper! Shroomtripper!
  4. Ethanol
  5. Connection Was Severed
  6. Acid Is Not A Cheap Wine
  7. Release The Cocken
  8. Holy Reptilian Mother
DURATA:41:05

Ascoltando il primo album dei polacchi Black Smoke, il dubbio di trovarsi non tanto a Wrocław, quanto piuttosto nelle paludi della Louisiana, si insinua con forza nella mente. Nati nel 2013, gli unici lavori dei cinque ragazzi — entrambi autoprodotti — sono un EP dal ben poco originale titolo Fuck Society e questo Holy Reptilian Mother, che a dirla tutta non si presenta nel migliore dei modi: un digipak dall’artwork appena abbozzato e dai font discutibili. Ma andiamo con ordine.

Ciò che mi trovo tra le mani sono otto brani a cavallo tra realtà putride come Eyehategod e compagnia bella — specie per via della velenosissima ugola di Damian Śnieżek — e altre più psichedeliche e vicine geograficamente come gli Ufomammut, che scorrono ondeggiando tra questi due estremi sonori in maniera piacevole. Purtroppo per i Black Smoke, però, Holy Reptilian Mother è un lavoro che offre una manciata di spunti interessanti in mezzo a pezzi non certo brutti ma tutt’al più discreti, pur non presentando difetti particolarmente evidenti. Ci vogliono due brani (anche se l’iniziale “The Last Of Us” è una bella mattonata sugli incisivi) per trovare qualcosa di diverso dal solito, ovvero l’intro a base di ukulele e sassofono di “Stormtripper! Shroomtripper!”, elementi che non troveranno più spazio da qui al termine di questi circa quaranta minuti di musica. Probabilmente si tratta di una soluzione voluta, si parla comunque di sludge-doom e il confine tra lo snaturarsi e inserire qualcosa di atipico è molto sottile. Considerando tutto, però, tendo a vederla come un’occasione mancata, qualcosa che avrebbe potuto dare quel quid a un album che si trascina lungo sentieri ben battuti per gran parte della sua durata. Al netto di qualche contrasto sonoro azzeccato, la parte centrale di Holy Reptilian Mother è quella che soffre di più questa monotonia e solo alla fine “Release The Cocken”, con il suo intermezzo farcito di elettronica, e la title track, ricca di chitarre più vicine allo space rock d’altri tempi, risollevano un pochino le sorti di un lavoro che fatica a decollare.

In quel di Wrocław, i Black Smoke si sono giocati molte carte buone con Holy Reptilian Mother, non si può negarlo. Marciume? In abbondanza. Doom lisergico? Non manca di certo. Ciò che è assente è qualcosa che possa far risaltare le troppe parti simili tra loro, che rendono il lavoro adatto più a un ascolto di sottofondo che altro; così come non sarebbe una cattiva idea, in futuro, sviluppare certe idee sparse che darebbero un po’ più di personalità al gruppo. Sicuramente un buon disco adatto agli aficionados del genere, ma francamente non memorabile.

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