BLACK SPACE RIDERS – Light Is The New Black

 
Gruppo: Black Space Riders
Titolo: Light Is The New Black
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Rough Trade / Cargo Records
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TRACKLIST

  1. Creature Of No Light (Exodus Pt. 1)
  2. Sun Vs Moon (Total Eclipse)
  3. Diggin' Down (The Hole Pt. 1… From Deep Below)
  4. I Am Fire
  5. We Used To Live In Light (Exodus Pt. 2)
  6. Lost (Return Into The Void)
  7. Night Over Qo Nos (Masremmey)
  8. Startrooper
  9. Walls Of Plasma
  10. Someone Has Turned The Knob To Switch On The Light
  11. Louder Than Light
  12. The New Black (The Hole Pt. 2… From Above)
  13. Lights Out (The Hole Pt. 3… Going Down)  
DURATA: 01:00:03
 

È con piacere che scrivo nuovamente dei Black Space Riders. A due anni di distanza dal debutto eponimo, i Tedeschi tornano con il loro rock immortale che sapientemente fonde animo retrò e pulsioni moderne, divenendo il propellente per l'ennesimo viaggio in lungo e in largo per il cosmo.

Se in passato il gruppo era propenso alle scorribande motociclistiche intergalattiche e a scoppiettanti ripartenze da far invidia ai Motörhead, con il nuovo "Light Is The New Black" la solfa sembra aver preso una piega differente. Nel tragitto dall'estensione infinita vengono attraversate sezioni di spazio nelle quali la luce e il buio si rincorrono e si annullano, le speranze possono rivivere o venire assorbite improvvisamente in un vuoto che si espande a macchia d'olio.

Non è un caso che titoli come "Sun Vs Moon (Total Eclipse)" rappresentino anch'essi un contrasto che evidentemente è fondamentale per alimentare le movenze di un suono scuro e allucinato, bisognoso di continue rivoluzioni, capace di passare da toni spaziali e psichedelici ultraterreni a imposizioni stoner dalla buona sostanza, pur mantenendo una piacevole dose di melodia; come avviene a esempio nella stessa "Sun Vs Moon (Total Eclipse)" e in "Lost (Return Into The Void)", traccia che ti trascina a fondo, spingendo con il fuzz. Le ritmiche assumono connotazioni angosciose e grevi in "Diggin' Down (The Hole Pt.1… From Deep Below"), mentre in scaletta è piazzato anche un pezzo dall'appeal orecchiabile come "Louder Than Light", fruibile ma in realtà senza alcunché di commerciale, esplosivo, dotato di cromature metalliche e in grado di non snaturare il corso degli eventi.

La capacità compositiva e la storia che stanno raccontando sono le armi vincenti dei Black Space Riders. Le canzoni sono considerabili alla pari dei capitoli di un libro, ne enunciano le gesta e ne assumono le sembianze atmosferiche e ambientali. Potrà risultare così una sorpresa imbattersi in un episodio dello stampo di "We Used To Live In Light (Exodus Pt. 2)", nel quale un retrogusto post-rock siderale si amalgama al tessuto space, però non tanto spiazzante: il pezzo si incanala alla perfezione nel flusso generale. Allo stesso modo si uniscono alle danze le intriganti linee orientaleggianti che inizialmente si intrecciano nel reticolato multiforme di "Nigth Over Qo Nos (Masremmey)", una canzone dall'animo cangiante e pura dimostrazione di quanto siano abili i Teutonici nel rimescolare le carte in tavola, immettendo nel proprio DNA melodie e schemi che potrebbero appartenere alla musica popolare dell'est Europa, senza tuttavia ridurre il complesso a una tarantella improvvisata.

"Light Is The New Black" è esperienza tramutata in note, è un modello di crescita ed esplorazione all'interno di un mondo musicale, quello stoner, in continua espansione e voglioso di mantenersi vivo. Prove simili, elaborate con cura sotto ogni singolo aspetto, fanno ben sperare. I Black Space Riders confermano di essere dei grandi artisti: se amate i viaggi spaziali in lungo e largo, da un angolo all'altro dell'universo con destinazione unica il recondito infinito, inserite il cd nel lettore, premere il tasto «play» e liberate la mente, al resto ci penseranno loro! Che attendete a prenotare il vostro biglietto? Non perdete tempo, si sa, certe occasioni vanno a ruba!

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