BLACK SUN – Twilight Of The Gods

 
Gruppo: Black Sun
Titolo:  Twilight Of The Thunder Gods
Anno: 2010
Provenienza:  Inghilterra
Etichetta: Future Noise Recordings
Contatti:

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TRACKLIST

  1. Code Black
  2. Terminal Velocity
  3. Crawling Saviour
  4. Gethsemane
  5. Tabula Rasa
  6. Transcending The Mire
  7. Black Angel
  8. The Soldier's Prayer
  9. Baby Don't Cry
  10. Warhead
  11. Twilight Of The Gods
DURATA: 59:00
 

Un metallaro quando si ritrova a leggere un titolo come "Twilight Of The Gods" dovrebbe rivolgere immediatamente il pensiero ai Bathory, in questo caso però è totalmente diverso sia l'approccio musicale, sia quello mentale che i britannici Black Sun tirano fuori per dar vita a un'apocalisse sonora dai molteplici, scuri e decadenti risvolti che porta su quel nome.

La punta di diamante del lavoro svolto dalla band sono le atmosfere create, i musicisti sono abili nel far fluire all'interno del proprio suono correnti musicali disparate avvolte in un costante manto nero che a seconda di quale prenda possesso del territorio tende a diventare più o meno fitto. La loro è un'esplosione costante che vira improvvisamente da una natura di base sludge/core a una che viaggia su frequenze doom sperimentando e tingendosi di noise e dark wave riuscendo nel tenere il regime d'attenzione e piglio sempre a livelli fuori norma.

Gli undici brani sprizzano del carisma strumentale e soprattutto vocale che li rappresenta, è infatti presente un gioco di voci fondamentale a caratterizzare l'incedere difforme che prende pieghe decisamente inaspettate.

"Twilight Of The Gods" ha nella pachidermica e paludosa essenza una delle sue anime e in tal senso brani come "Crawling Saviour" e "Tabula Rasa" ne possono rappresentare questa parte umoralmente massiccia, sa essere però anche psichedelicamente intrigante tirando fuori dal cilindro una eclettica "Gethsemane", una noisy "Black Angel", puntando poi su una "Transcending The Mire" abile nell'inserire in vena una gammma assortita di oppiacei ideali per metterci a tappeto. Se tutto ciò non bastasse gli episodi più brevi in scaletta, le badilate "Code Black" e "Warhead", aggrediscono il nostro udito con l'unico scopo di assaltarlo e ferirlo.

L'utilizzo della voce evocativo e recitativo-ritualistico del batterista-cantante Russell McEwan e l'urlato sguaiato/disturbato del cantante-chitarrista Kevin Hare (in alcune occasioni sembra che il suo modo di esporre le linee di voce si ispiri a quello di Tompa) fanno uscir pazzi, la loro capacità d'interazione e il modo in cui s'incastrano e alternano conducono alla fine dell'album o con un sorrisino ebete di soddisfazione, o in alternativa con l'adrenalina talmente alta da volerlo rimette subito su, il loro operato è una delle chicche del lavoro.

"Twilight Of The Gods" non è assolutamente un disco per tutti, questo tipo di movimento tellurico sin troppo vario non è adatto a chi si è abituato (per non dire fossilizzato) a vivere di standard classici e non riesce ad andare oltre schemi prefabbricati, per tanto consiglio l'ascolto dei Black Sun soprattutto alla crescente folla di appassionati delle sperimentazioni e della musica che supera le barriere affossandole sotto i colpi di una libertà artistica che non ha cardini nè punti fissi sui quali ruotare, ma che non per questo rinnega i fasti del passato e i suoi principi. 

 

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