BLACK TRUST – Black Trust

BLACK TRUST – Black Trust

 
Gruppo: Black Trust
Titolo:  Black Trust
Anno: 1989
Provenienza:   Svizzera, Ticino
Etichetta: autoprodotto
Contatti:

Youtube

 
TRACKLIST

  1. Stormchild
  2. Choose Your Death
  3. Beyond The Sky
  4. Fire Crew
DURATA: 22:50
 

Il Cantone Ticino non fu mai una vera miniera per il fanatico del metal, anche se in questo momento vi si trovano gruppi molto validi. Negli Anni Ottanta la scena era molto ridotta e divisa da un paio di formazioni dedite al punk, hardcore e thrash. Non ricordo che ci fosse allora un gruppo death o grind.

Durante il 1990 mi scorticavo le ginocchia alla ricerca di metal degno di tale nome. Grazie all’incontro casuale con Nico, chitarrista del gruppo qui trattato, ebbi l’occasione di accaparrarmi una copia, anche se non originale causa esaurimento, della cassetta demo dei Black Trust.

La band, formata da quattro musicisti validissimi, aveva grande difficoltà a trovare un cantante adatto in una regione tanto piccola quanto il Cantone Ticino. Traze, il secondo chitarrista, dette il suo meglio per colmare questa lacuna durante la registrazione di questi circa venti minuti di musica. La procedura fu eseguita durante sole diciassette ore al mitico K-Sound di Bellinzona. L’immobile che ospitava lo studio è da anni sparito per lasciare spazio ad abitazioni e uffici.

L’idea era semplice e contemporaneamente complicata. Il gruppo si dedicava a un thrash velato dall’egida dei Death Angel. Ritmi veloci e melodie si passavano il testimone, il basso martellante indicava la direzione da prendere… ora che ci penso: credo che questa cassetta non sia mai stata criticata da una rivista. Se invece lo fosse stata, ringrazierei chiunque m’inviasse uno scan o una copia dell’articolo. Desidero annotare per la cronaca che l’immagine in copertina è una foto ripresa dall’artista futurista italiano Boccioni (1882-1916).

Quattro pezzi, quattro individui selvaggi che assalgono l’ascoltatore con dinamicità e brio. L’entrata di "Stormchild" sarà anche semplice ma i riff che seguono non prevedono cielo terso, no. Una tempesta degna del titolo investe il pubblico che aspetta di potere pogare fino all’Inferno. Sarà stato questo pezzo ad avermi provocato il cosiddetto colpo di frusta durante il concerto offerto dai Black Trust come spalla dei Coroner nel lontano 1991, credo, a Biasca. "Choose Your Death" è il secondo mattatore in questa corrida che punzecchia con un ritmo sostenuto e break ben piazzati. Al più tardi a questo punto le cervicali disertano, rifiutando gli attacchi continui e le raffiche di mitraglia. L’assolo spezza ogni resistenza residua. "Beyond The Sky" è un pezzo con una durata di più di nove minuti. Questo non vi ricorda forse i citati Death Angel? Il suo inizio lento, quasi dolce, non deve ingannare. Dopo il passaggio solista di chitarra gli elementi si scatenano sferzando i timpani con note cavalcate e quasi epiche che si alternano a tratti molto veloci o melodici. Il lumino di coda è “Fire Crew”, un pezzo relativamente corto e molto intenso, che provoca pressioni sanguigne da cardiopalmo all’ascoltatore. La velocità sostenuta media non lascia tregua alcuna all’udienza già esausta. Il pezzo sprizza anche un poco di rabbia, nonostante i passaggi piuttosto melodici che lo decorano.

Accusatemi pure di campanilismo, di senilità nostalgica o chiamatemi coglione. Questo gruppo era allora unico nel suo campo regionale, Italia compresa. Personalmente non conosco nessun’altra formazione che suonasse a suo tempo uno stile tanto americano, ma comunque gonfio d’idee proprie.

Facebook Comments