BLACKDEATH – Totentanz

Gruppo:Blackdeath
Titolo:Totentanz
Anno:2016
Provenienza:Russia
Etichetta:Heidens Hart Records
Contatti:Sito web  Facebook  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Introduktion: 47° 9′ S. Br. Und 126° 34′ W. L.
  2. Wenn Der Vierte Mond Fällt
  3. Totenburg
  4. Der Absolut Böse
  5. Bis Zum Grabe
  6. Die Türme
  7. Posaunenruf
  8. Blut Und Asche
  9. The Raised
DURATA:37:30

Operazione bizzarra quella messa in atto dai russi Blackdeath. Totentanz, il lavoro di cui mi accingo a parlarvi, in realtà è la raccolta dei brani provenienti da due split (chiamati Totentanz I e Totentanz II), il primo con i francesi Mortifera e il secondo con gli americani Leviathan, usciti rispettivamente nel 2004 e nel 2005.

Fin qui non ci sarebbe nulla di fuori dall’ordinario, se non fosse che la band ha deciso di riorganizzare l’ordine delle tracce, mescolando le due uscite all’interno della scaletta. Non sono molto convinto della bontà di questa scelta, data la semplicità dell’identificare il lavoro di provenienza delle singole tracce a discapito dell’opera di mastering compiuta per riequilibrare il tutto. Tra i brani dei due split ci sono chiare differenze di produzione, non eccessive ma piuttosto udibili, specie con il procedere degli ascolti; una certa coerenza rimane comunque presente, data la distanza breve intercorsa tra le due uscite, che finiscono per non offrire un divario stilistico sensibile.

Per quanto il suono della band nelle uscite più recenti sia andato verso soluzioni più vicine alle dissonanze moderne, i Blackdeath dell’epoca erano, invece, dediti a un Black Metal foriero di una primitività glaciale che è difficile non accostare al classico stile di quelle formazioni norvegesi degli anni ’90 che tutti conosciamo. Tra un blast beat suonato dalla drum-machine e un urlo sgradevole del cantante Para Bellum, si possono cominciare a notare i primi germi dell’evoluzione che la band avrà; il materiale qui contenuto, comunque, non si discosta realmente da quanto già detto e, per quanto la proposta non risulti certo manchevole, è difficile pensare che possa essere di qualche interesse, se non nel caso dei fan che volessero riscoprire parte del materiale meno reperibile del gruppo, oppure per qualche appassionato sfrenato di queste sonorità.

Infine, vorrei soffermarmi sulla copertina. Stando alle note nel libretto, si tratta di una foto dell’incendio della Cattedrale della Trinità di San Pietroburgo avvenuto nel 2006, un incendio che sembra essere stato di origine criminale, ma viene anche riportato nelle stesse note come il prete abbia comunque accusato alcuni estremisti dell’atto.

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