BLACKWOOD – As The World Rots Away

 
Gruppo: Blackwood
Titolo: As The World Rots Away
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Subsound Records
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TRACKLIST

  1. Breaking God' Spine
  2. Santissima Muerte
  3. Sodom
  4. Purtridarium
  5. Vulture
  6. Unrecoverable Mistakes
DURATA: 40:47
 

Chi segue la scena sperimentale italiana probabilmente avrà già incrociato il nome di Eraldo Bernocchi, noi di Aristocrazia ci occupammo di lui in occasione della collaborazione con i Morkobot denominata Osso. Questa volta tratteremo il debutto del suo progetto solista Blackwood.

La definizione «Doom Dub» lascia chiaramente intendere che la creatura che ci troviamo ad affrontare striscia nel sottosuolo delle basse frequenze, è un mostro che lentamente trascina il suo immenso peso in una palude sonora densa e malsana. La luce non è una presenza gradita in questo incubo, viene anzi in parte respinta dal muro di riff ronzanti, in parte inghiottita dal profondo baratro dei bassi. "As The World Rots Away" è un demone che affonda i propri artigli nelle profondità del mondo Drone e si muove a rilento con ritmiche industriali dai tempi pienamente Doom Metal, un concentrato di negatività in cui le atmosfere cupe tipiche del Dark Ambient si inseriscono a incrementare l'inquietudine generata dalle sei tracce. E se le percussioni fatte di ossa e i campionamenti tratti da registrazioni a tema esoterico — uniche e rare comparse vocali del disco — sono di per sé elementi dai connotati poco rassicuranti, in questo contesto suonano quasi come gli ultimi appigli a un senso di umanità completamento disperso nell'abisso di Blackwood.

L'esperienza di Bernocchi si fa sentire in ogni singolo istante: in primis nei suoni curatissimi, gestiti alla perfezione sia nelle fasi più sporche che in quelle atmosferiche; in secondo luogo nelle scelte compositive caratterizzate da una certa semplicità di fondo che permette ai vari fattori di combinarsi sempre in nuovi modi; infine, proprio nella capacità di sfruttare questa caratteristica, mantenendo comunque un sound coerente. Noterete infatti che i riff sono pochi e per nulla complessi, tuttavia ispirati a diversi stili: la fangosità di "Purtridarium" e "Vulture" potrebbe infatti essere associata ai Drug Honkey — non è un caso che anche loro citino il Dub tra le proprie ispirazioni — mentre in "Breaking God' Spine" siamo decisamente in territori Drone Doom. Ci sono poi tracce come la perversa e rumorosa "Sodom" e l'oscura "Unrecoverable Mistakes" caratterizzate da un'assenza di percussioni che permette loro di avvicinarsi maggiormente all'Ambient più oscuro; i beat di "Santissima Muerte" invece danno al pezzo un retrogusto elettronico. Si può infine sentire qualche vago richiamo al Black Metal negli arpeggi di "Purtridarium" e nel finale della traccia conclusiva.

"As The World Rots Away" si muove tra riverberi e rumori mai eccessivi o sconclusionati, anzi dosati con sapienza da un artista che ha fatto della sperimentazione in questo tipo di musica il proprio regno; si tratta di un disco che non ha assolutamente nulla da invidiare a lavori di fama internazionale, specialmente per l'abilità con cui riesce a combinare elementi diversi, mantenendo comunque una indubbia fruibilità (termine da contestualizzare nel genere, ovviamente). Se apprezzate il mondo Drone, questo è un lavoro che non dovreste lasciarvi scappare.

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