Blasphemer - The Sixth Hour

BLASPHEMER – The Sixth Hour

Gruppo:Blasphemer
Titolo:The Sixth Hour
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Candlelight Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Let Him Be Crucified
  2. Hail, King Of The Jews!
  3. The Stumbling Block
  4. Stabat Mater
  5. Blessed Are the Wombs That Never Bore
  6. Lord Of Lies
  7. Via Dolorosa
  8. The Robe Of Mockery
  9. I.N.R.I.
  10. The Sixth Hour
  11. The Deposition
  12. De Profundis
DURATA:42:32

I Blasphemer del 2020 sono una band piuttosto diversa dai Blasphemer del 2016, e sono una band totalmente diversa dai Blasphemer del 2008. La formazione che fino a poco tempo fa si basava sui due pilastri Paolo Maniezzo (voce) e Simone Brigo (chitarra), insieme fin dalla fondazione del gruppo nell’ormai lontanissimo 1998, è oggi orfana del primo, lasciando Brigo come ultimo fondatore rimasto; per colmare la lacuna è stato chiesto a Clod “The Ripper” De Rosa, bassista di lungo corso e figura ormai storica dell’underground milanese e non solo, con parecchi anni passati dietro il basso dei Septycal Gorge, di urlare nel microfono oltre a suonare le quattro corde. E qui sta l’ulteriore novità, perché The Ripper già in passato aveva avuto un microfono in mano con i deathster del monzese, ma sempre per seconde voci e grugniti suini di pura scuola brutal, che oggi sono soltanto un lontano ricordo, sostituiti da un growl strozzatissimo e molto più malvagio.

Dalla voce alla musica, anche con gli strumenti i Blasphemer hanno deciso di cambiare parecchio, e per farlo hanno scelto di lasciare spazio ai giovani: per The Sixth Hour sono entrati in lineup Davide Cazziol alla batteria, classe ‘94, e Nicolò Brambilla (già con gli Ekpyrosis) alla chitarra, classe ‘95, rendendo il nuovo album un perfetto esempio di come il confronto generazionale possa arricchire qualsiasi cosa, anche il death metal più esoterico. Brigo rimane il maggior compositore del quartetto, ma Brambilla non si tira indietro e un paio di brani sul disco sono suoi: nonostante i quasi tre lustri di differenza d’età e quindi di esperienza, il lavoro svolto da entrambi è perfettamente complementare e organico, e i quaranta minuti di musica scorrono senza alcun calo di tensione.

The Sixth Hour, che si compone di dodici canzoni, manco a dirlo è un’interpretazione della formazione brianzola della Via Crucis e della crocifissione di Cristo, avvenuta appunto a mezzogiorno, l’ora sesta nella tradizione canonica cattolica. In questa mezz’ora di musica, il percorso evolutivo iniziato dai Blasphemer più di vent’anni fa trova una maturazione mai così compiuta, e il passaggio da suoni più brutali a una veste decisamente più spirituale ed esoterica avvicina i lombardi a tutta quella corrente death con evidenti influenze occulte e dissonanti, figlia delle dissonanze e degli Immolation, ma al tempo stesso con personalità da vendere. Non è certo un caso che Brigo e compagni siano riusciti a trovare un accordo con un’etichetta di rilievo come Candlelight, che aveva anticipato l’album diffondendo il video girato per “The Deposition”, e anzi c’è da augurarsi che questo sodalizio prosegua e la band continui a sfornare musica di questo livello a ritmi regolari.

Senza se e senza ma, già a fine gennaio, con The Sixth Hour i Blasphemer hanno messo una grossa ipoteca sul titolo di miglior album death italiano dell’anno. Si faccia avanti chiunque pensi di poter fare di meglio.

Facebook Comments