BLASPHERIAN – Infernal Warriors Of Death

BLASPHERIAN – Infernal Warriors Of Death

 
Gruppo: Blaspherian
Titolo:  Infernal Warriors Of Death
Anno: 2011
Provenienza:  Stati Uniti
Etichetta: Deathgasm Records
Contatti:

Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. The Disgrace Of God
  2. Desecration Eternal
  3. Sworn To Death And Evil
  4. Lies Of The Cross
  5. Infernal Warriors Of Death
  6. In The Shadow Of His Blasphemous Glory
  7. Invoking Abomination
  8. Exalted In Unspeakable Evil
DURATA: 36:27
 

Texas? Blaspherian? Durante il primo ascolto del disco non posso che domandarmi se la formazione non sia in verità originaria dei sobborghi novaiorchesi. Il prologo "The Disgrace Of God" mi ricorda il 1992 e lavori come "Effigiy Of The Forgotten" o "Butchered At Birth", dischi che ruotarono parecchie volte sul piatto del mio giradischi. É solo una impressione mia? Siamo davanti a una copia, un plagio?

La formazione è relativamente giovane, formata nel 2004, e conta ora nel proprio magazzino sei colpi: due demo, due EP, uno split e il disco presentato qui. I membri del gruppo sono già dei veterani che hanno miitato, o militano ancora, in altre squadre come Imprecation o Baphomet's Call. Questa esperienza si rispecchia definitivamente nelle piste di questo lavoro.

Passata la prima impressione, osservando l'insieme dei pezzi, si presenta un lavoro pesante e intriso di passaggi lenti, doomeggianti e malvagi che aggiungono parecchia zavorra alla gravità già presente. Scopro di tanto in tanto parti che risvegliano ricordi musicali in me, fatto inevitabile quando si calca la scena metal da quasi un quarto di secolo. Le strutture delle canzoni sono affini al brutal death, con cui il gruppo ha in comune la voce gutturale e profonda. Accennai sopra che però non sono le parti veloci a prevalere, parti "grindeggianti" in termini di velocità d'esecuzione scarseggiano. Ho la ferma impressione che questi musicisti giochino con i ritmi per produrre effetti e accenti sonori atti a rilevare le linee di voce, intarsiando nella mente dell'ascoltatore sensazioni come le avrebbe potuto provare se suppliziato dalla Santa Inquisizione. Le scale, in particolare di chitarra e di batteria, sferzano sciabolate violente e spesso spellano lentamente vivo l'ascoltatore. Riff a volte veloci, a volte lentissimi e pesanti sgombrano ogni essere vivente che si trova sul loro cammino.

Questo lavoro é pesante, solidissimo e tecnicamente impeccabile, tradizionalmente death. Si potrebbe forse criticare la produzione che in alcuni punti pare impastata. I nostri lettori credo non siano tanto raffinati da rigettarlo e saranno comunque soddisfatti dopo l'ascolto del disco dal Texas.

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