BLASTANUS – Odd

BLASTANUS – Odd

Informazioni
Gruppo: Blastanus
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Advent

Tracklist
1. Greed
2. Lies That Bind
3. Nihility Neighbourhood
4. Rathunting
5. Scam
6. Drumstick Made Eyehole
7. In Distress
8. Burn, Bitch
9. Odd Times
10. Hese
11. Punk Bitch, Part 1
12. Punk Bitch, Part 2
13. Overgrow The Government
14. Calyptron
15. Incarnation
16. King Of Encrustations

DURATA: 35:20

BLASTANUS - Odd Esplosione, death/grind brutale, tirato ai massimi estremi.
Ogni traccia rasenta la perfezione, perchè il modo di suonare è chirurgico, perchè dalla Finlandia non poteva che arrivare l’ennesimo mostro del grind. Dopo gli affermatissimi Rotten Sound eccoci alle prese con i Blastanus. L’album qui presente è “Odd”, e l’unica accusa che gli si può muovere è quella di aver prodotto un album eccellente, inattaccabile in nessun punto.
La cattiveria è impressa a dover grazie a riff che alternano semplicità e immediatezza ad altri fraseggi più tecnici che gratificano con originalità un lavoro che ha tutte le carte in regola per essere il terremoto in persona.
I Blastanus sono come delle belve incatenate su di una platea, noi siamo seduti davanti a loro, appena aperto il sipario vomitano con tutta l’ira che hanno in corpo la musica che hanno divorato per anni. Si percepisce dalla feroce “Greed” e dalla più lenta e atmosferica “Scam”, è death, una bella colonna di puro death metal con al di sopra un capitello corinzio di grindcore, la trama che si vede dalle loro tracce è robusta, lascia scorgere germogli di puro tecnicismo alla Cephalic Carnage.
“Odd” è godereccio, l’album è eterogeneo ma risulta essere composto organicamente, il passaggio da una traccia all’altra non avviene quasi mai in modo brusco e le delicatissime quanto brevi incursioni jazz in “Odd Times” danno alla release un pizzico in più di imprevedibilità. Le prove di maestria vengono dimostrate con maturità in “Punk Bitch, Part 2”. La violenza non sembra mai essere troppa, ma quando comunque eccedono in sfoghi di rabbia come “In Distress” scaricano successivamente l’adrenalina su ritmi più doomish, in “Burn, Bitch” scommettiamo che l’ascoltatore risulterà appagato quanto gli esecutori da magnifici e lenti stacchi di chitarra?
La canzone più dura, sia da digerire in quanto lunghezza, sia come effettiva dimostrazione di caparbietà grind, è “Calyptron”, una mazzata dolorosa sui denti anche per i più allenati deathster in circolazione.
Aver citato una traccia più che un’altra potrebbe aver indicato una mia personale predilezione per le indicate ma il platter è buono tanto che l’aggettivo in questione è riduttivo rispetto al reale valore dell’opera.
“Odd” è da comprare, da consumare e da regalare ai figli con una speciale raccomandazione per i nipotini.

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