BLEND71 – Signs

 
Gruppo: Blend71
Titolo:  Signs
Anno: 2008
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: Thexoomo.net
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TRACKLIST

  1. Egomania
  2. Still Alive
  3. Quietly
  4. Among My Way
  5. Go To Hell
  6. Signs
  7. Game, Shame
  8. A Picture
  9. Feel A Bit Strange
  10. Hide & Seek
  11. Nasty
  12. Quietly II
DURATA: 41:44
 

Five piece svizzero, provengono da Lugano i Blend71 e s'inseriscono musicalmente nel filone che si adagia sul confine metal-rock, è una mistura di nu-metal, alternative e sonorità grunge quello che l'album di debutto "Signs", rilasciato ormai due anni or sono, offre all'ascoltatore.

Formazioni quali Lacuna Coil ed Evanescence potrebbero essere prese a riferimento, non vi sono tracce di gothic sarebbbe quantomeno scorretto tirare fuori questo termine legato a un suono distante anni luce dal tipo di sonorità che ne rappresentano la matrice portante (Epica et similia non sono gothic metal, è power sinfonico spacciato per altro quello che propinano).

È una proposta alquanto semplice fatta per lo più di melodie orecchiabili, che nel tentativo di incamerare atmosfere più cupe e pesanti cade in più di un'occasione in déjà-vu e costruzioni abbastanza scontatelle, non è sempre un male, il genere non è di quelli che permettano particolari divagazioni a meno che non si sia volutamente ed estremamente sperimentali, è quindi solitamente una buona prestazione strumentale coadiuvata dall'indovinare i ritornelli "d'acchiappo" adatti a decretarne o meno la riuscita.

Il primo punto è rispettato, coralità, suoni e canoni dello stile vengono sviscerati in maniera forse sin troppo ordinata, il secondo invece centrato solo in un paio d'occasioni ("Among My Way", "Game, Shame", "Feel A Bit Strange" e "Nasty") che bastano comunque per assicurarsi una solida sufficienza.

I difetti insiti in "Signs" non sono tantissimi, ma hanno comunque bisogno di esser quantomeno levigati per andare avanti, iniziando dall'eliminare le incursioni della voce maschile o almeno rivedendone l'utilizzo in ingresso perché o è scontata/fuori contesto ("Quietly II") oppure finisce con l'indebolire la prestazione di Ciny ("Go To Hell") rubandole colpevolmente spazio.

Il tentativo di mostrare con le due versioni di "Quietly" le due facce dei Blend71 potenzialmente era una buona carta da giocare, purtroppo si è rivelata un'arma a doppio taglio dato che entrambe le tracce indicano come ci sia bisogno di un'esplorazione più ampia sia in ambito di songwriting, ancora in fase standard, che nelle impostazioni escursorie in territori extra metal.

La mia critica, che può sembrare dura, non lo è poi così tanto dato che "Signs" nel mio stereo gira e continuerà a girare, in fin dei conti è un ascolto piacevole. Quello che consiglio ai ragazzi è intanto di indirizzarsi univocamente su di un versante sonoro, l'ibrido metal/rock è un'ottima soluzione per accapararsi consensi, tuttavia potrebbe condurli a concentrare le forze su di un percorso radiofonico che potrebbe rovinare le basi già impiantate, non si sente il bisogno di un'altra formazione che finisca nel giro delle tv musicali e onestamente non glielo auguro, quel mondo patinato fa veramente schifo.

A quanto mi è stato riportato da un amico e conoscente dei musicisti elvetici, sono a lavoro sul secondo disco, sembra non ci sarà molto da aspettare per udire se siano riusciti a fare passi avanti lungo la loro strada d'artisti.

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