BLEND71 – Inside Your Cage

 
Gruppo: Blend71
Titolo:  Inside Your Cage
Anno: 2012
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Inside Your Cage
  2. Walk Around The Clock
  3. Suicide
  4. Don't Talk About
  5. Suicidal Tendencies
  6. Ethiopia
  7. Lick Your Own Wounds
  8. Break The Spell
  9. Never Back Down
  10. Rose
DURATA: 39:23
 

Sono passati più di un paio d'anni da quando il gruppo svizzero dei Blend71 diede alle stampe il debutto "Signs",  è quindi giunto dunque il momento di partorirne il successore, l'anno 2012 è quello giusto, il disco è stato rilasciato nel periodo estivo ed è stato intitolato "Inside Your Cage".

La formazione è volutamente rimasta incastrata in quel panorama che si divide fra alternative metal, crossover e nu metal, alcuni potrebbero asserire che tali diciture identifichino realtà uguali, punto di vista decisamente errato e che spesso porta a giudicare questi dischi in maniera poco obbiettiva e trattandoli superficialmente.

Per quanto la voce femminile riporti a molti alla mente nomi come Lacuna Coil ed Evanescence decisamente presenti nel primo album, la virata compiuta dai Blend71 è diretta in una direzione che riconduce al periodo iniziale del movimento Crossover/Nu, i primi anni successivi all'uscita di "Follow The Leader" dei Korn per intenderci, e ascoltando pezzi come "Suicide" e "Walk Around The Clock" oltre a Jonathan Davis e soci, gruppi quali Rage Against The Machine e Drowning Pool, di quel gran personaggio che era Dave Williams, fanno sentire la propria presenza nel suono.

Si arriva poi a "Lick Your Own Wounds" e si aggiunge alla combriccola di nomi noti anche quello dei Disturbed, derivativi? Come detto anche al tempo di "Signs" è difficile in questo genere più di altri non esserlo, le soluzioni e l'impostazione delle canzoni seguono schematiche che non hanno uno spazio infinito nel quale muoversi.

Sostanzialmente ciò che si nota è un appesantimento generale della proposta che però si concede ad attimi non propriamente a tinte metallizzate nelle prove più intime come "Ethiopia" e "Rose". Con quest'ultimo brano che si distacca dalle ritmiche e dall'esposizione sinora offerta affondando in minima parte nel metal/rock e alimentandosi tramite uno scenario jazzato-cantautorale gli inserimenti dell'organo Hammond suonato da Frank Salis, della tromba di Jalalu Kalvert Nelson e della voce maschile di Jonathan Braun la particolareggiano, esperimento interessante anche se non perfettamente riuscito, è un po' carente di pathos nelle parti recitate.

"Inside Your Cage" è un deciso passo in avanti, la produzione ancora una volta affidata a Ste Scenini e svoltasi agli Stairway Studio sorregge meglio il complesso strumentale, qualche pecca ma nulla di necessariamente gambizzante la si riscontra nella prestazione di Ciny, molto più efficace e convincente quando s'impone sul pezzo. L'esempio più adatto ci viene fornito da "Break The Spell", quello che potrebbe essere un papabile singolo radiofonico, e "Never Back Down" nelle quali le due facce del cantato sono pienamente rappresentate, il ritornello della seconda pur mantenendosi orecchiabile risulta più incisivo di quella forma ossessiva racchiusa nel capitolo che la precede.

I Blend71 stanno crescendo, probabilmente hanno le idee più chiare e sono maggiormente consci del proprio potenziale, "Inside Your Cage" seppur non perfetto è apprezzabile, coloro che al tempo si dedicarono all'ascolto di "Signs" dovrebbero fare altrettanto con questo nuovo lavoro, concedetevi di trascorrere una porzione della vostra giornata in loro compagnia.

 

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