BLESSED DEAD – Sick Human Essence

 
Gruppo: Blessed Dead
Titolo: Sick Human Essence
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Palace Of Rupture
  2. Mental Collapse
  3. Evocation From The Unconscious Void
  4. Secret Of Resurrection
DURATA: 17:36
 

Morbid Angel, Immolation, Monstrosity, Malevolent Creation, Hypocrisy (primi due album, non serve specificare), la lista potrebbe essere lunga. Lo sterminato elenco di nomi di riferimento nel death "oldskool", quello "classico" che più classico non si può, principalmente americano ma non solo, non smette di mietere vittime. E noi, nostalgici dentro, speriamo non smetta mai.

Dopo un primo demo nel 2010, i bresciani Blessed Dead fanno il bis con questo "Sick Human Essence", ep da quattro tracce che mette in piena mostra la voglia di fare di una giovane formazione di belle speranze. "Palace Of Rupture" non conosce intro, parte alla velocità della luce e alla stessa finisce, senza concedere un attimo di respiro. Le note iniziali di "Mental Collapse" per un attimo ci illudono che qualcosa cambi, che sbuchino i Nile o i Behemoth da dietro le quinte e il suono si modernizzi, si orientalizzi, si modifichi in qualche modo. E invece no: già il secondo successivo il riffing potrebbe benissimo essere associato a quello di Mental… Funeral. Chitarre granitiche, dai passaggi ritmici (a volte reiterati) ai veloci assoli, blast-beat furioso, growl funzionale con qualche variazione à la Corpsegrinder, mid-tempo ben cadenzati (questa volta davvero vagamente behemothiana la parte centrale e più atmosferica di "Evocation…", salvo poi richiudere il proprio cerchio e tornare sui binari principali).

Il materiale finisce qui, ed è un po' poco per poter fare un discorso più articolato, poiché la quarta traccia è una ri-registrazione di "Secret Of Resurrection" dal precedente omonimo demo, dove peraltro il blast-beat per qualche motivo risulta meno pulito che altrove, nonostante la cosa non si riveli un problema nell'economia generale del lavoro, anche grazie alla produzione non cristallina e proprio per questo ottima, totalmente in linea con la proposta e l'idea alla base del gruppo. D'altronde, chi fosse in cerca di suoni lucidi e iper-lavorati speriamo abbia smesso di leggere venti righe fa. Questo approccio vecchia scuola, è bene sottolinearlo, non significa assolutamente che il disco non sia curato sotto ogni aspetto, anzi, a livello formale, pur essendo solo un ep, il cd è completo di libretto con testi, informazioni e quant'altro.

L'augurio è che i Blessed Dead, con il nuovo cantante e un futuro chitarrista di cui sono attualmente in cerca (recentissimo è l'abbandono di due dei cinque ragazzi), approdino a un album, che sicuramente non insegnerà nulla alla scuola del death metal, ma proseguendo su questa linea difficilmente ne farà scontenti gli adepti.

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