Blóð - Mara | Aristocrazia Webzine

BLÓĐ – Mara

Gruppo: Blóð
Titolo: Mara
Anno: 2024
Provenienza: Francia
Etichetta: Talheim Records
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TRACKLIST

  1. Gehenna
  2. Malignant
  3. Martyr
  4. Mara
  5. The White Death
  6. Chthonia
  7. Frost
  8. Covenant
  9. Queen Ov Hades
  10. Mother Ov All
DURATA: 50:15

I social, e forse è bene ribadirlo, non causano soltanto cali di autostima, ansia da prestazione e discese massicce di santi e madonne. Se usati in maniera saggia, possono invece portare alla scoperta di progetti musicali che non conoscevamo e che, a volte, valgono davvero un ascolto.

Ed è così che, un bel giorno, su uno dei gruppi Facebook doom-stoner-sludge di cui faccio parte, qualcuno ha pubblicato i Blóð e il loro recentissimo album Mara. Né il disco né il progetto mi erano familiari, ma le premesse di uno sludge-doom venato di black con voce femminile proveniente dalla Francia, paese che di grupponi in questo ambito ne sforna tanti, mi ha convinto definitivamente ad approfondire. Ho scoperto solo successivamente che uno dei due componenti, Dagoth aka Ulrich W., ha in effetti fatto brevemente parte dei Regarde Les Hommes Tomber una decina di anni fa e si dedica qui a basso, chitarre e programmazione della batteria, mentre alla voce troviamo Anna W. aka Anna Lynn, sua moglie e cantante dei Lynn Project.

I Blóð esistono dal 2018 e Mara è il loro terzo disco, mi stupisco perciò abbastanza di non averli visti in giro prima di ora, dal momento che gli elementi per far parlare di sé ci sono tutti. Naturalmente sarebbe meglio recuperare anche i primi due lavori, rispettivamente del 2020 e 2021, per avere un quadro più completo di quella che è stata la loro evoluzione: per adesso direi che è sufficiente addentrarci nell’ultimo arrivato.

Mara è un lavoro lento, potente e aggressivo, nel quale si bilanciano in modo molto equilibrato sia voce sporca che pulita, dal suono rotondo e potente, e che non può non far rizzare le orecchie ai fan di Amenra, Celeste e dei già citati Regarde Les Hommes Tomber; personalmente mi ha ricordato anche i polacchi Obscure Sphynx. Impossibile non provare la sensazione di immergersi in un mondo fatto di sacrifici umani e rituali demoniaci, con la natura a fare da spettatrice. Le tematiche trattate dai Blóð sono legate al diavolo, ma personalmente percepisco anche una bella dose di paganesimo e animismo.

Ammetto che il disco cresce con gli ascolti, specialmente la prima metà, ma già al primo approccio restano sicuramente impresse l’acidità di “Chthonia”, “Covenant”, in cui la voce è un’eco di riverberi, e “Queen Of Hades” con le sue sezioni parlate. Al secondo giro è evidente una coesione maggiore, va detto comunque che i cinquanta minuti di Mara non risultano affatto pesanti ma necessari, e lo dico proprio da persona che non adora i dischi inutilmente lunghi; non è comunque questo il caso. Chiude l’album la lunga coda di “Mother Ov All”, un tripudio di suoni sovrapposti che fanno pensare al drone e che non riesco a non immaginare in un film tipo The VVitch, che ho praticamente avuto in mente in maniera costante per tutto l’ascolto.

Rimango sorpresa del fatto che un progetto come quello dei Blóð sia rimasto più in disparte di quanto meriterebbe, ragion per cui raccomandare l’ascolto di Mara diventa quasi un dovere. La Francia l’ha fatto di nuovo: garantisco minuti ben spesi.