BLOOD COMMAND – Funeral Beach

BLOOD COMMAND – Funeral Beach

 
Gruppo: Blood Command
Titolo: Funeral Beach
Anno: 2012
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Fysisk Format
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter

 
TRACKLIST

  1. Pissed Off And Slightly Offended
  2. March Of The Swan Elite
  3. Cult Of The New Beast
  4. Death To All About Us!
  5. Wolves At The Door
  6. High Five For Life
  7. Here Next To Murderous
  8. True North
  9. Corpse Reviver
  10. Oceans Inside Neptune
  11. Funeral Beach
DURATA: 37:12
 

I norvegesi Blood Command si sono ritagliati in breve tempo un proprio spazio all'interno della scena musicale che conta. La formazione di Bergen guidata dalla carismatica cantante Silje Tombre, dopo aver debuttato ufficialmente con "Ghostclocks" nel 2010 (mentre in precedenza erano stati pubblicati gli ep "Five Inches Of A Car Accident" e "Party All The Way To The Hospital"), nel 2011 ha dato vita a un altro capitolo minore, il mini "Hand Us The Alpha Male!", lasciando il piatto forte per il 2012 con il secondo disco "Funeral Beach", pronto ad assestare la bastonata definitiva verso la notorietà.

Confermare ciò che di buono si è espresso in precedenza è sempre difficile, Silje e i suoi compagni di viaggio — i chitarristi Yngve Andersen e Otto Hansen, il bassista Simon Økland e il batterista Sigurd Haakaas — hanno confezionato un album bomba, che non solo da riprova del loro valore, ma dimostra anche che si sono stati miglioramenti in fase compositiva e di suono. Lo stile dalle movenze costantemente in bilico fra alternative rock, punk, post-hardcore e derive chiaramente pop, che non hanno però nulla a che vedere con roba alla «Amici di Maria De Filippi», rende l'ascolto di "Funeral Beach" divertente, energico e a tratti quasi frenetico. Le tracce scorrono, passando da sonorità alla Refused ad altre alla Rolo Tomassi, da reminiscenze che chiamano in causa di striscio gli A Perfect Circle e gli At The Drive-In a momenti puramente ottantiani che sanno di New Order: è un delirio.

Si viene inghiottiti da un episodio dietro l'altro: "Pissed Off And Slightly Offended" possiede un lavoro chitarristico grezzo ma melodico, c'è pure un breve frangente nel quale pare di sentire i Beastie Boys che litigano con i vecchi Mastodon; pezzi come "March Of The Swan Elite" e "Wolves At The Door" concentrano lo sforzo in direzione punk, sono veloci, efficaci e dal risultato positivo garantito, con la seconda che oltre a sfoderare una prestazione percussiva notevole deve il merito della sua riuscita a un ritornello fantastico, aspetto che caratterizza anche "Cult Of The New Beast"; "Death To All About Us!" è una composizione completa e si candida seriamente a essere la hit del disco. Sono già in pieno sballo emotivo.

L'abilità della cantante nel destreggiarsi fra linee aggressive, tempestose e altre pulite al limite con l'appeal adolescenziale è da prime della classe, la sua prestazione è sopra le righe e verosimilmente il centro delle operazioni messe in atto dai Norvegesi. L'accostamento più volte fatto tra la Tombre e la leader degli Yeah Yeah Yeahs, Karen O, è realistico, hanno in comune più di una similarità vocale in alcuni passaggi, a fare la differenza in positivo è il ruolo di front-woman interpretato con un piglio che poche possiedono.

Alta fruibilità e adrenalina sono fluidi che nutrono l'organismo dei Blood Command… ma riprendiamo da dove mi ero interrotto, da "High Five For Life", "True North" e "Corpse Reviver", che non si fanno di certo mancare le qualità poco prima chiamante in causa, mentre "Here Next To Murderous" sembra urlare «passatemi in radio a ripetizione!». La qualità della proposta, per quanto abbordabilissima, rimane ben al di fuori dai pericolosi livelli di soglia della «Bieber attitude», i toni si fanno addirittura più scuri e lunatici sul finire con "Oceans Inside Neptune" e la titletrack posta in coda. La conclusione giunge con un sorriso stampato sulle labbra e il pensiero di premere «play» nuovamente: è una vittoria? Mi sa proprio di sì.

Se parole come «alternative rock» e «orientamento pop» vi fanno venire male allo stomaco, sarà per voi inutile il solo tentativo di inserire nello stereo "Funeral Beach". Per coloro che invece amano i mischioni, che cercano del sano e salutare svago offerto da una prova esuberante ma che sappia tirar fuori le unghie quando necessario, i Blood Command potrebbero essere una di quelle formazioni sulle quali contare.

Facebook Comments