BLOODWAY – Mapping The Moment With The Logic Of Dreams

 
Gruppo: Bloodway
Titolo: Mapping The Moment With The Logic Of Dreams
Anno: 2015
Provenienza: Romania
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST

  1. Seeding Distance
  2. The Transfinite Castaway
  3. Walking Past Near The Lighthouse
  4. Mirror Twins
  5. Early Glade Test Pilot
  6. A Hallow Bridge
  7. Garden Of Diurnal Fractals
  8. Mapping The Moment With The Logic Of Dreams
DURATA: 43:06
 

Ci sono diversi modi per analizzare il debutto sulla lunga distanza dei Bloodway, nessuno dei quali è particolarmente semplice. Per chi non avesse familiarità con Costin Chioreanu e la sua band, o mancasse di aver ascoltato il precedente "Sunstone Voyager And The Clandestine Horizon", mi permetto di rimandare alle parole che scrissi in merito, perché "Mapping The Moment With The Logic Of Dreams" ne è un seguito diretto e strettamente connesso.

Nonostante sia autonoma nella sua fruibilità, trattandosi di un album completo, questa nuova fatica del trio continua a proporre quanto trovato già nel valido ep: un avantgarde metal estremamente imprevedibile e inafferrabile, orientato alle grandi domande della vita e dell'esistenza, filtrate attraverso il latrato disperato dello stesso Chioreanu. Tutto questo sotto le mentite spoglie di sette canzoni (più intro), al cui interno però è facile trovare qualsiasi cosa: riff, blast beat, arpeggi, un basso sovraesposto, rallentamenti, accelerazioni, tastiere che compaiono all'improvviso, cambi di tempo e tutto ciò che di non convenzionale può essere fatto attraverso gli strumenti più convenzionali del mondo. A tratti ci si trova a pensare, più che ai capisaldi del filone d'avanguardia, a realtà più di culto, dai Ved Buens Ende agli Anubi, tanto che, toh, a un certo punto spunta anche un sassofono ("A Hallow Bridge").

Non si può poi prescindere dall'aspetto estetico e grafico, in tutto e per tutto parte integrante della proposta dei Bloodway — e ci mancherebbe altro, quando il direttore dei lavori è anche uno dei disegnatori più importanti del sottobosco metallaro dell'ultimo decennio — che ancora una volta sotto I, Voidhanger trovano la possibilità di corredare il disco con un corposo libretto da venti pagine. Ogni brano ha la propria illustrazione, in cui il tratto tipicamente psichedelico e allo stesso tempo fumettistico di Chioreanu gioca con la figura (e quindi la condizione) dell'uomo, presente in ogni immagine, ma astratta e a suo modo bistrattata in mille modi. Da qui si potrebbe partire per una lunghissima analisi di ciascuna canzone e di come questa sia stata codificata attraverso l'illustrazione, però sarebbe un compito enorme e vi si toglierebbe la sorpresa di entrare nelle profondità dell'opera dei Nostri.

Paradigmaticamente, i tre Romeni scelgono di chiudere il cerchio, nell'ultima pagina del libretto, con una citazione del filosofo anglosassone Alan Wilson Watts: «il mistero della vita non è un problema da risolvere, ma una realtà da vivere». Esattamente come la musica dei Bloodway.

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