BLUE DAWN – Edge Of Chaos

 
Gruppo: Blue Dawn
Titolo: Edge Of Chaos
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. The Presence
  2. Sex (Under A Shell)
  3. The Perfect Me
  4. Serpent's Tongue
  5. Dancing On The Edge Of Chaos
  6. Wandering Mist
  7. Black Trees
  8. Burst Of Life
  9. Sorrows Of The Moon [cover Celtic Frost]
  10. Baal's Demise
  11. Unwanted Love [traccia bonus]
DURATA: 56:25
 

Terzo album per i Blue Dawn e finalmente il quadro generale inizia ad assumere una forma decisamente definita. Dopo il piacevole ma immaturo debutto eponimo e il primo passo in avanti compiuto con "Cycle Of Pain", ci possiamo confrontare con una formazione che sfrutta in maniera migliore le molteplici fonti artistiche dalle quali attinge.

I vari elementi provenienti dalla scena hard-rock e progressiva degli anni '70, dal movimento art-rock e da quello dark-wave vengono gestiti in maniera intrigante. Dopo l'ingresso in scena inquieto e oscuro della strumentale "The Presence", a cura dell'ospite Freddy Delirio (Death SS), ci si immerge nel botta e risposta vocale della trascinante "Sex (Under A Shell)": la traccia possiede una ritmica dinamica e al suo interno è possibile riscontrare la presenza di vari e repentini cambi di tempo; inoltre viene impreziosita dall'intrusione del sax di Roberto Nunzio Trabona, ormai uno di famiglia, data la sua presenza in tutti i lavori sin qui pubblicati dai Blue Dawn.

Nella successiva "The Perfect" si rinnova invece il sodalizio perpetuato nel tempo con il tastierista James Maximillian Jason, mentre Caesar Remain, chitarrista dei conterranei Path Of Sorrow, è il secondo ospite della canzone, nella quale inserisce un ottimo assolo in chiusura. L'aura doom del pezzo è noir e lussureggiante quanto perversa, affascinante nel coniugare la componente evocativa della voce di Monica Di Santo con un'impostazione che sa essere rocciosa quanto ricercata ed esplosiva. "Serpent's Tongue" e "Dancing On The Edge Of Chaos" sono invece profondamente diverse: la prima è elettronica, più gotica e a tratti spettrale; la seconda una ballata nella quale la strumentazione si mette totalmente al servizio delle ugole della Di Santo e del bassista Enrico Lanciaprima, dando vita a un momento particolarmente suggestivo.

Potrei continuare elencandovi ogni singolo brano e parlarvi delle sue qualità, ma allungherei in maniera spropositata il testo senza che ve ne sia davvero bisogno. Mi prendo tuttavia il tempo per sottolineare il grado di coesione e capacità strumentale raggiunto dai Blue Dawn, abili nel mantenere sempre il filo del discorso nonostante l'ampio bacino di influenze utilizzato nel disco. Al contempo è giusto evidenziare l'ulteriore maturazione nell'affiatamento in ambito vocale fra la Di Santo e Lanciaprima, anche se ancora perfettibile; per esempio si dovrebbe lavorare sulla pronuncia inglese di Monica. Una menziona va poi al supporto offerto dagli ospiti, come i già citati Freddy Delirio e Caesar Remain, ai quali si aggiungono Matteo Ricci (ex chitarrista dei Malombra) e la cantante Marcella Di Marco, oltre ai soliti e affidabilissimi Trabona e Jason; tutti quanti danno una vera e propria marcia in più ai pezzi, come evidente nella strumentale "Wandering Mist".

Infine è necessario tirare in ballo i Celtic Frost, non solo per la bella e personale interpretazione offerta dai Genovesi alla di per sé bella "Sorrows Of The Moon" (quarta traccia del capolavoro "Into The Pandemonium", 1987). I Blue Dawn difatti possiedono una comune predisposizione con la realtà di Tom G. Warrior e Martin Ain nella volontà di ricerca e di andare oltre, spostando il confine del proprio suono e lo scenario di appartenenza.

In conclusione, "Edge Of Chaos" si rivela l'ennesimo segnale positivo lanciato dai Blue Dawn, una band nel suo piccolo capace di migliorarsi di uscita in uscita e alla quale la Black Widow giustamente persiste nel dare fiducia e sostegno.


Nota: sinceramente non comprendo perché la riuscitissima "Unwanted Love" sia stata inserita in scaletta in qualità di canzone bonus e non come parte integrante dell'album. La stessa cosa era avvenuta in passato in "Cycle Of Pain" con "Last Cry".

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