The Desanctification: la trilogia dei Blut Aus Nord continua

BLUT AUS NORD – 777 – The Desanctification

Gruppo:Blut Aus Nord
Titolo:777 – The Desanctification
Anno:2011
Provenienza:Francia
Etichetta:Debemur Morti Productions
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TRACKLIST

  1. Epitome VII
  2. Epitome VIII
  3. Epitome IX
  4. Epitome X
  5. Epitome XI
  6. Epitome XII
  7. Epitome XIII
DURATA:42:47

Il 2011 è stato un anno sicuramente prolifico per i francesi Blut Aus Nord che hanno fatto uscire ad aprile 777 Sect(s), primo capitolo di una trilogia esoterica la cui seconda parte, 777 – The Desanctification, ha visto la luce nel novembre della stessa annata. Chi segue l’andamento della discografia di questi signori d’oltralpe avrà sicuramente ormai compreso che è follia pura tentare anche solo di immaginare che cosa possa contenere un loro disco. Partiamo dal presupposto che il prosieguo di quest’opera divisa in tre distinti capitoli debba riprendere laddove era stata interrotta; la numerazione dei brani ci offre un’interpretazione univoca al riguardo. Se però 777 – Sect(s) aveva ancora un legame con le caratteristiche “tipiche” della band, in questo seguito lo sguardo è volto sempre più in avanti, nuovamente oltre ciò che avremmo potuto aspettarci.

È la batteria elettronica che, in “Epitome VII” e “Epitome XI”, insieme ai suoni dilatati e quasi onirici, contribuisce a creare una coltre di apocalittico e funereo misticismo che avvolge la mente dell’ascoltatore tramite l’ossessiva regolarità di un incedere enigmatico e occulto, inaccessibile e ammaliante, una sorta di invito a gettarsi spontaneamente tra le braccia dell’Abisso. Ancora una volta il pensiero ci viene negato dallo squilibrato e stratificato rigurgito di “Epitome VIII”, dai geometrici e sacrali nichilismi intessuti nella plastica inumanità di “Epitome XII” o dalla parvenza di scomposta linearità delle voci pulite (sì, avete letto bene) di “Epitome X”. Nulla può essere comprensibile quando è la disgregazione totale a prevalere, quando le dissonanti e disarmoniche melodie intessono un quadro sempre disturbante ma inusuale, almeno per come siamo abituati ad approcciarci alla musica dei Blut Aus Nord. Come potrà la vostra mente non capitolare di fronte ai riverberi della plumbea e allucinogena psichedelia di “Epitome IX”?

Avete mai visto un gatto che ha appena catturato un topolino? Se la risposta è positiva, sicuramente saprete che il felino non divora subito il roditore ma si prende gioco di lui, lo confonde e lo illude prima di farlo sparire nel proprio stomaco. Questo è esattamente ciò che fanno i Blut Aus Nord con i nostri intelletti. In realtà ho sbagliato: i Blut Aus Nord non esistono più. O meglio, si odono le loro tracce ma è come se gli strumenti non fossero pilotati da braccia e cervelli umani, bensì da una forma di entità superiore, forse il Caos, un’ermetica, arcana ed eterna volontà che ha deciso di “rivelarsi” smembrando (o appunto, desantificando) ciò che la nostra misera esistenza umana ci ha riservato finora.

Cosa troverete in 777 – The Desanctification? Troverete Industrial e i Godflesh, troverete Ambient e i Darkspace, troverete atmosfere malefiche, Black Metal e i Deathspell Omega, ma non troverete nulla di veramente affine a ciò che vi rimbomberà nelle sinapsi. I Blut Aus Nord hanno superato le catalogazioni, hanno superato il concetto stesso di musica per approdare ad uno stato di pura espressività artistica. Tutto quanto viene eretto e immediatamente dopo distrutto, in un eterno ed inarrestabile processo involutivo/evolutivo che permette alla divinità di innalzarsi oltre la Luce e oltre ogni barriera, nel Cosmo, ma che, subito dopo, la ricaccia nel più profondo dei baratri. Siamo spettatori impotenti e attori partecipanti di una lotta artificiale e spontanea, minacciosa e confortante, pulsante e immobile.

Cos’è 777 – The Desanctification? Potrei dire che è un capolavoro ma sarebbe una mera definizione, decisamente troppo riduttiva. Questo disco è Arte allo stato purissimo e non riesco a nascondere la mia trepidazione per il capitolo che metterà fine a quest’opera monumentale. Non vi illudiate di essere padroni del vostro destino se vi pongo un’ultima domanda: sarà il silenzio o sarà la Conoscenza il cammino che intraprenderete?

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