BLUTMOND – Thirteen Urban Ways 4 Groovy Bohemian Days

 
Gruppo: Blutmond
Titolo:  Thirteen Urban Ways 4 Groovy Bohemian Days
Anno: 2010
Provenienza:   Svizzera
Etichetta: Code666 Records
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TRACKLIST

  1. Mind Da Gap
  2. You vs. The Modern Lifestyle Obsession
  3. Working Poor, Yuppie Yeah (A/A 3000)
  4. Rebellion
  5. Friday – Trapped In Mental Disorder
  6. Blind Date Broadway
  7. Cry.sys
  8. Good Morning World
  9. Martini Midnight Madness
  10. Metro Aesthetix
  11. Suburbs – A Lamentation Or A Social Frustration!?
  12. The Party Is Over…
  13. Dance N' Society
DURATA: 63:54
 

Una copertina in tonalità nere e rosse, quasi psichedelica, il logo quasi nascosto nell’angolo e un titolo in carattere inabituale per un’opera black… cosa è successo ai Blutmond? La fodera del disco mi ricorda piuttosto quella di lavori progressivi degli Anni Settanta e Ottanta. Che la formazione abbia voltato le spalle al metal? Seguitemi e scoprite con me le risposte!

Dopo avere inserito il cd nel lettore, comprendo rapidamente che la recensione del lavoro sarà un'operazione lunga e complicata. La formazione solettese, Soletta è un cantone confinante a quel di Berna, pare sia salita nell'Olimpo dei gruppi allontanatisi dal metal standardizzato e privo di idee, per dedicarsi a sonorità più progressive, lasciando libero spazio alla propria fantasia, fregandosene di quello che pensano gli altri.

Sfogliando le pagine di questa incisione leggo paragrafi industrial, jazz, thrash, death, ambient e chi più ne ha, più ne metta. I miei timpani scoprono di tanto in tanto scale trascinanti e intense come per esempio in "Blind Date Broadway" o in "Martini Midnight Madness". Questo CD non è da ascoltare in singole tracce, no, è da seguire dall’inizio alla fine. Sette giorni nella vita di un comune mortale non possono essere semplicemente bloccati in un punto preciso, premendo il tasto "pause" dell’Ipod. Nella vita ogni secondo improduttivo non tornerà, ogni secondo triste non diventerà gaio, il passato è passato.

Una storia urbana raccontata con musica ha bisogno di caratteri che la evidenzino. I Blutmond ci riescono impiegando le note del sassofono in passaggi quasi pensierosi, per poi scatenarsi nuovamente con gli strumenti elettrici. Suoni quotidiani intrecciati nel tessuto delle canzoni portano l'ascoltatore nel mondo e nella mente di una persona come te e me.

Su quest'opera potrei scrivere pagine o nulla. Preferisco fermarmi qui, consigliando all’ascoltatore di acquistarla, di ascoltarla e di giudicarla individualmente. Chi non dovrebbe procurarsela? Coloro che sono al cento per cento legati al fanatismo, ormai obsoleto, del black metal, ascoltatori che seguono solo musica lineare e senza pretese. Chi invece dovrebbe rischiarne l'ascolto? Tutti quelli che ritengono a questo mondo ci sia abbastanza metallo privo di emozioni, idee, e che cercano qualcosa di diverso per passare un'oretta musicale impegnativa.

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