BLUTVIAL – Chapter V – Mysteries Of Earth

Gruppo:Blutvial
Titolo:Chapter V – Mysteries Of Earth
Anno:2018
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Heidens Hart Records
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TRACKLIST

  1. Beneath The Moon
  2. Black Silence
  3. Existential Rite
  4. Vaults Of Unrest
  5. Carving Nihil
  6. Midwinter’s Hall
  7. Urnacht
  8. Doomed To Eternal Night
  9. In Praise Of Noctula
  10. Where Graves Spring Open
DURATA:1:00:47

Non lascia spazio a interpretazioni o sperimentazioni di sorta il black metal dei Blutvial, quartetto dello Hampshire che giunge alla quinta pubblicazione con Chapter V – Mysteries Of Earth, dopo due album e altrettanti EP, sotto l’ala dell’olandese, intransigente Heidens Hart Records. I britannici sembrano tuttavia avere lo sguardo (e l’udito) fisso sull’altra sponda del Mare del Nord, la terra che ha dato i natali al metallo nero, con una proposta fortemente legata ai dettami classici del genere ma comunque di indubbio valore.

Le chitarre gelide e taglienti si uniscono a un dinamismo lodevole nelle varie composizioni le quali, partendo da uno stile che più tradizionalista non si può, si estendono fino a toccare lidi black’n’roll come nella brevissima “Black Silence”. La malvagità dei quattro ragazzi traspare da ogni solco, sia esso inciso con l’aggressività spudorata di “Vaults Of Unrest” o con partiture più atmosferiche, fino alle tendenze doom della conclusiva “Where Graves Spring Open”, con il suo tanfo di tombe profanate e rituali innominabili. Non si tratta certo di un disco complicato, anzi: il materiale è grezzo, diretto, caratterizzato da una genuinità e una passione che lo allontanano dalle produzioni più plasticose del genere. Sound e soluzioni stilistiche non sono certo una novità e le varie influenze fanno capolino di tanto in tanto, ma il tutto viene organizzato e rinvigorito con cognizione di causa dai Nostri, che riescono a ritagliarsi un piccolo spazio personale abbastanza confortevole da non risultare una mera imitazione dei propri riferimenti musicali.

La voce di Ewchymlaen, a tratti di abbathiana memoria, narra quanto di più caro alle tematiche del genere: disperazione, cupa rassegnazione e la natura come unico rifugio, chiaramente nelle sue manifestazioni più oscure, in attesa del compimento del proprio destino. I Blutvial, comunque, mostrano anche una certa sensibilità poetica, dimostrata dalla scelta di includere due componimenti come testi di altrettanti brani: “Midwinter’s Hall” è infatti la riproposizione di un poema di Baudelaire, in cui il Poeta riconosce nell’incessante moto dell’oceano il continuo tumulto che angoscia il suo animo; “Doomed To Eternal Night”, invece, si affida al tedesco Friedrich Rückert, totalmente distaccato e dimenticato dal mondo ma che trova tuttavia la sua dimensione ideale in questa condizione, incompreso dalla società e superiore alla stessa.

È piuttosto difficile scegliere un brano che spicchi su tutti, in questo lavoro: dall’iniziale “Beneath The Moon”, con il riff principale a suo modo orecchiabile, agli altri pezzi citati, ogni episodio trova il senso di esistere e la propria collocazione in virtù delle capacità degli inglesi, complice anche una produzione che ne valorizza gli sforzi e assolutamente adatta al contesto. Se siete alla ricerca di un buon black metal sì classico, ma con un certo quid, fate vostra l’ultima fatica dei Blutvial.

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