BOAR – Veneficae

BOAR – Veneficae

 
Gruppo: Boar
Titolo: Veneficae
Anno: 2015
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Lost Pilgrim Records
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TRACKLIST

  1. Old Grey
  2. Witch Woman
  3. Sand
  4. Veneficae
  5. Trees
  6. Wolf Lord
DURATA: 42:27
 

Soddisfacente disco d'esordio per i finlandesi Boar, i quali — dopo una discreta quantità d'anni di gavetta (fra split, EP e tape) — hanno rilasciato in gennaio il loro primo album dal titolo "Veneficae", pubblicato dalla transalpina Lost Pilgrim Records, oltre che da un paio di etichette locali finniche. Autrice di un doom-sludge dalle tinte tradizionali, la band porta in tavola quaranta minuti di gustoso rumore sonoro in sei comode portate, ognuna a suo modo differente dalle altre.

Per proseguire col paragone culinario — e adeguandoci di conseguenza alla moda del momento — va detto che nessun piatto sconvolge il palato per innovazione o sperimentazione, anzi, in ciascuno si possono ritrovare abbastanza facilmente uno o più particolari chef che hanno fortemente influenzato le ricette del quartetto; ciò nonostante a fine pasto ci si alza dal tavolo soddisfatti, come dopo una cena nell'osteria di fiducia. Merito, tra le altre cose, dell'ottima resa sonora complessiva del disco (suoni belli grassi e ottima equalizzazione) e dell'azzeccata alternanza di sezioni vocali più ruvide e urlate con altre in pulito che regalano dinamismo e varietà ai brani.

L'apertura "Old Grey" risulta essere una delle tracce più riuscite in assoluto: un piccolo trattato di sludge dalle forti influenze noise, dotata di un potente riffing in perfetto stile Electric Wizard e di una dilatata sezione centrale ricca di riverberi. La successiva, "Witch Woman", ha stampato a caratteri cubitali Kyuss in ogni suo passaggio, a partire dalle scelte stilistiche e sonore, finendo con il cantato, mentre "Sand" è un tuffo nel passato verso atmosfere settantiane e ottantiane più affini ai Black Sabbath piuttosto che alle loro derivazioni più moderne: nonostante alcune idee interessanti, i suoi sette minuti e mezzo di durata e qualche lungaggine di troppo rischiano di far scendere il livello d'attenzione dell'ascoltatore, che per fortuna viene immediatamente risollevato dalla successiva "Veneficae"; sicuramente il miglior compendio fra tutte le influenze messe in mostra fino a quel momento dai Boar. "Trees" è una canzone più rilassata e fumosa che fa tornare nuovamente indietro nel tempo di una trentina abbondante d'anni e conduce innocua all'ottimo finale: "Wolf Lord" porta con sé l'ultima convincente carrellata di distorsioni, le chitarre tornano a ingigantirsi e a creare riff megalitici nella loro linearità e semplicità, e non fanno minimamente pesare i nove minuti che portano al termine del disco.

In conclusione, l'esordio sulla lunga distanza dei Boar è più che positivo, l'unica necessità della band a mio avviso sta nel dover scegliere una linea artistica più precisa da perseguire in futuro: se con "Veneficae" i finlandesi hanno dimostrato di saper trattare tutta la materia di cui è composto un certo doom molto in voga ultimamente, fin dalle sue origini, il passaggio successivo deve essere quello di saperla sfruttare con personalità, creando una miscela più distintiva. Per ora ci si accontenta, ed è comunque un bell'accontentarsi.

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