BOHEMA – Endless Greatness

Informazioni
Gruppo: Bohema
Anno: 2010
Etichetta: Metal Renaissance Records
Contatti: www.myspace.com/bohemaofficial
Autore: Mourning

Tracklist
1. Endless Greatness
2. The World Is Full Of Gods
3. Serpents Of Paradise
4. Moochagir
5. Shriveled Fields
6. Ordered Chaos
7. Polar Nights
8. Simarik (Tarkan cover)

DURATA: 40:58

BOHEMA - Endless Greatness I Bohema arrivano da Tiblisi (Georgia), suonano death metal e hanno faticato per mettere a fuoco i loro obbiettivi.
La formazione a cui il batterista Paata Baramidze ha dato la vita nel 2001 ha subito una lunga fase di dissesto, una lunga girandola di elementi si è avvicendata sino a quando le figure di George Gelashvili (chitarra e voce) e George Zautashvili (basso) sono divenute stabili nell’assetto band.
Nel 2008 avevano dato prova di saperci fare rilasciando il buon debutto autoprodotto “Eternal Slaves” che nel 2010 ha visto nuova luce grazie alla Metal Renaissance Records, medesima label che ha supportato l’uscita del secondo nascituro “Endless Greatness”.
La formazione continua a seguire quel percorso brutale già intrapreso, sono evidenti i rimandi a realtà conosciute quali Morbid Angel, Nile e Behemoth nel songwriting che per dinamiche e violenza non si rivela inferiore a molti dei tanti colleghi che hanno dato alle stampe prove death nell’ultimo biennio, gl’ingredienti per farsi apprezzare dagli amanti del genere ci sono tutti: violenza, efficacia, una prestazione tecnicamente ben elaborata e incursioni solistiche che offrono il loro apporto allo sviluppo delle canzoni, i conti sembrano tornare.
Si percepisce che i Bohema non sono una band di primo pelo, canzoni come “The World Is Full Of Gods” e la successiva “Serpent Of Paradise” badilano con piacere l’ascoltatore, bello il respiro sognante da “Mille E Una Notte” che lo strumentale “Moonchagir” infila in una tracklist che punta sulle emozioni forti, le fasi allentate sono possenti e quando spingono spaccano crani, prendete a esempio una “Shriveled Fields” morbosa nel suo incedere.
“Endless Greatness”, pur avanzando attraverso territori già esplorati, mostra di saper trovare anche momenti particolari e d’impatto, la conclusiva “Polar Nights” conferma la bontà delle soluzioni applicate al riffing e le qualità di un trio che strumentalmente elargisce una prestazione ben fatta.
Esilarante la scelta di riproporre “Simarik”, il brano di Tarkan che in molti conosceranno forse più per la riproposizione in chiave sexy della cantante Holly Valance intitolata “Kiss Kiss”, la versione dei Bohema è sicuramente movimentata e gutturalmente più robusta, un passatempo ilare.
Non fossero georgiani questi ragazzi ce li ritroveremmo con tutta probabilità in uno dei tanti roster che sfornano band brutal e affini quali Sevared, Unique Leader e Amputated Vein, da un lato è forse meglio rimangano fuori da un ambiente che si sta sempre più standardizzando divenendo alquanto noioso.
Hanno ampi margini di miglioramento e delle basi solide sulle quali costruirlo, con “Endless Greatness” si è compiuto un altro passo avanti, se quindi aveste voglia di una padellata in pieno volto ma che non si limiti solo allo stupido tirare in velocità i Bohema fanno al caso vostro.

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