BOMBTHREAT – Back From Oblivion (The Untold Graveyard Stories)

BOMBTHREAT – Back From Oblivion (The Untold Graveyard Stories)

 
Gruppo: Bombthreat
Titolo:  Back From Oblivion (The Untold Graveyard Stories)
Anno: 2013
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook  Youtube  
 
TRACKLIST

  1. My Dear
  2. Meet And Eat
  3. Endless Lamentation
  4. Veni, Vidi, Vici
  5. Silly Sheeps
  6. Manipulated
  7. You Forgot, I Didn't
  8. Perfume
  9. My Confession
  10. Innards On Tray
  11. Mercenary
DURATA: 46:24
 

Operai death, all'opera! Sono tornati in scena i tedeschi Bombthreat e il lavoro ancora una volta viene portato a termine con buoni risultati. Il quintetto sassone, dopo quella bella mattonata old school intitolata "Breeding Ground Of War" nel  2007, aveva dato vita solo all'ep live "S:M:F – Live EP" nel 2009. Abbiamo quindi dovuto attendere altri quattro anni abbondanti prima di poter avvicinare l'orecchio a quello che è il loro terzo album in diciotto anni d'attività: "Back From Oblivion (The Untold Graveyard Stories)".

Cosa c'è di nuovo? Assolutamente nulla. La formazione ha solo modificato leggermente il tiro, avvicinandosi di più al suono svedese di Stoccolma: la presenza dei Dismember, in passato coniugati a Napalm Death e Bolt Thrower, è divenuta più importante, con l'aggiunta di influenze alla Grave a rincarare la portata scandinava all'interno delle canzoni. La prova ha quindi assunto connotazioni maggiormente nordiche, melodiche e ricche di groove, ma al tempo stesso non rinuncia alla solidità e alla ruvidità che da sempre contraddistinguono la band teutonica: la dimostrazione di ciò ci viene servita su un piatto d'argento dal trittico posto in apertura formato da "My Dear", "Meet And Eat" e dalla spaccacranio "Endless Lamentation".

I Bombthreat conoscono sin troppo bene il mestiere, così accelerano, decelerano, immettono quel minimo di suoni puliti, diminuendo poi il peso delle chitarre in "Veni, Vidi, Vici", aumentandolo invece brutalmente in "Perfume". Per quanto ci si potrebbe lamentare dell'assenza di una o due canzoni capaci di elevarsi dal mucchio, trascinandolo ben al di sopra della sufficienza, la loro proposta mantiene un'integrità caratteriale sia per ciò che concerne la composizione dei brani che la produzione degli stessi: ciò permette a "Black From Oblivion" di essere inserito nel lettore e guadagnarsi la pagnotta, sfoderando una prestazione death metal priva di compromessi e laccaggi vari. Vanno inoltre ringraziati cantanti come Sven "Schimmel" Schimmelpfennig, perché dietro al microfono quest'uomo si sbatte dannatamente alla grande fra growl e passaggi urlati, senza alcun risparmio, in un'esibizione a dir poco verace. Ed è così che si deve fare.

Perché dovreste ascoltare questi tedeschi? Se siete amanti del death metal una domanda simile non ci sarebbe neanche bisogno di porvela: ciò che suonano è quello che ognuno di noi, in qualità di appassionati del suono vecchia scuola vissuto e interpretato in quella maniera, pretende d'incrociare nel momento in cui decide di premere il tasto play. Non vi basta? Non mi dilungherò ancora nel tentativo di fornirvi ulteriori motivazioni, quindi date una chance ai Bombthreat e queste arriveranno da sole.

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