BONECRACKER – Пороки

BONECRACKER – Пороки

 
Gruppo: Bonecracker
Titolo: Пороки
Anno: 2014
Provenienza: Russia
Etichetta: Wings Of Destruction Prods / Darzamadicus Records / Metal Race Records
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TRACKLIST

  1. Костолом
  2. Черви
  3. Проклятие Пустыни
  4. Скульптор Плоти
  5. Бункер
  6. Чупакабра
  7. Сома
  8. Вдова В Дрова
DURATA: 41:04
 

Di norma quando il sottoscritto si occupa di gruppi provenienti dall'Europa orientale significa che si sta parlando di Doom e affini, ma oggi non è questo il caso: dietro istigazione coercitiva del buon (?) Bosj, mi ritrovo infatti tra le mani un disco di un quintetto di Omsk, tali Bonecracker. Sorvolando volutamente sulla discutibile consuetudine sovietica di non inserire negli album alcun tipo di informazione che non sia riportata strettamente in caratteri cirillici, vengo a sapere che "Пороки" è l'esordio assoluto della giovane formazione russa, la quale aveva finora all'attivo soltanto un singolo uscito pochi giorni prima del lavoro qui discusso.

I Bonecracker ci propongono di base un Thrash cadenzato e potente che, per quanto riguarda i momenti più classici e oscuri ("Черви", "Чупакабра", "Вдова В Дрова"), prende come punto di riferimento primario gli Slayer, senza tuttavia farsi mancare lievissime spruzzate del più violento e famigerato stile teutonico. Un altro nome altisonante frequentemente richiamato dal gruppo ruteno è quello dei Pantera: in pezzi come "Костолом", "Скульптор Плоти" e "Сома" è infatti il groove sfrontato della band texana che, unendosi ai più consueti tratti della Bay Area, forma lo scheletro di quanto ci perviene alle orecchie; in aggiunta a ciò, in "Проклятие Пустыни" i Nostri arrivano altresì a evocare vagamente l'attitudine tribale di certi Sepultura.

Il fattore maggiormente apprezzabile in un disco come "Пороки" è che la velocità non è praticamente mai la componente fondamentale: il punto focale della proposta pare infatti essere la forza d'impatto generata dal riffing e dalla sezione ritmica; tale spinta propulsiva, unita ad alcune divagazioni melodiche di discreta qualità, sembrerebbe proprio il cavallo su cui i musicisti hanno deciso di puntare. Altra particolarità è il cantato in lingua madre: sebbene il russo non si identifichi esattamente come l'idioma migliore da sbraitare su una base Thrash, in fin dei conti tale aspetto potrebbe anche essere considerato come un curioso orpello esotico.

In conclusione, "Пороки" è tranquillamente ascrivibile alla categoria dei dischi senza infamia e senza lode: certo, i Bonecracker hanno dalla loro il pregio di non limitarsi a scimmiottare in maniera del tutto sterile le produzioni delle vecchie glorie del genere, in quanto è percepibile lo sforzo di tentare di metterci un pochino di personalità. D'altro canto sono convinto che il risultato potrà essere veramente apprezzato soltanto dai fanatici, da coloro che ricercano Thrash in ogni angolo del globo; tutti gli altri potranno sicuramente rivolgere la propria attenzione altrove senza particolari rimorsi.

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