BOOBS OF DOOM – (((WHITE NOISE)))

 
Gruppo: Boobs Of Doom
Titolo: (((WHITE NOISE)))
Anno: 2016
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Nihilism: Thanks For Nothing…
  2. Know Yr Place, Stupit Hyoomaan!
  3. Liquid Dinosaurs
  4. 00101110 01100100 01000001 01100101 01100100 00100000 01010011 01001001 00100000 01101110 01001111 01100111 01000101 *error404*
  5. Dream Of She
  6. Creepy Old Tools We Found Under The Floorboards
  7. The Great Northern Psychedelic Cull
DURATA: 1:04:14
 

Viviamo in un periodo in cui le parole «sperimentazione» e «avanguardia» sono all'ordine del giorno in ambito musicale; da amante di entrambe le cose, devo dire che tristemente sempre più spesso mi ritrovo ad avere un senso di déjà-vu, ascoltando artisti che vengono spacciati per originali e innovativi. Proprio per questo motivo quando incontro realtà come i Boobs Of Doom non posso che esserne felice.

Se il nome non fosse già abbastanza attraente, vi consiglio di fare un salto sulle loro pagine per rendervi conto dei personaggi con cui abbiamo a che fare: stiamo parlando di gente che usa colori e immagini degni di un trip di LSD, che specifica di non avere a che fare con il porno e che descrive questo album come «un gatto di Schrödinger sonoro». «Doom Hop Grimmrokk» è il genere che a quanto pare suonerebbero questi due misantropi scozzesi che rispondono ai nomi di Sadsack e Thumper; vi vedo leggermente confusi: cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Si fa fatica a definire semplicemente la proposta: troviamo beat di chiara matrice Hip-Hop, seppur più sincopati del normale; linee di basso fornite da una Roland TB-303, divenuta celebre negli anni Ottanta grazie al suo ruolo nello sviluppo della musica House e in generale della EDM acida; una costante psichedelia di fondo generata dal connubio di sintetizzatori e chitarre, che di frequente ronzano violentemente in pieno stile Drone-Doom; glitch e disturbi vari che accompagnano l'ascolto; infine, una scelta dei suoni spesso tendente al lo-fi. Tenete a mente che questa è soltanto la base di quanto contenuto in questo lavoro, poiché le singole tracce in varie occasioni vanno a pescare anche da altri stili.

Non starò a descrivervi ogni singola traccia nel dettaglio, vi farò solo qualche esempio: "Liquid Dinosaurs" riesce ad esempio a fare propria l'anima dello Stoner Rock più allucinogeno, ma lo ripropone in una veste elettronica che lo rende quasi irriconoscibile; in "Dream Of She" possiamo invece sentire rimandi al Jazz e al Rock psichedelico, mentre la quarta traccia — il cui titolo recita «EgOn IS deAd.» al contrario e in binario, riferimento a "Ghostbusters"? — spinge sul lato Ambient-Drone. Ciò che stupisce maggiormente è che il duo sembra essere completamente a proprio agio in questo caos: la capacità di giostrare così tanti elementi è resa evidente da un brano come "Know Yr Place, Stupit Hyoomaan!", che in quindici minuti si evolve in continuazione e fa da perfetto sottofondo per un viaggio in un qualche mondo parallelo; il minestrone è quindi ben coeso, gli Scozzesi si sono creati una personalità, attingendo da vari generi più o meno distanti fra loro e rimescolandoli a proprio piacimento.

La completa assenza di un elemento vocale — a eccezione dei primissimi e ultimissimi secondi del lavoro — non pesa assolutamente, è anzi una scelta che permette al fattore psichedelico di esprimersi al meglio. Capire cosa passa per la testa di Sadsack e Thumper diventa quindi veramente difficile, soprattutto se parlano dell'album come del suono dei postumi di una sbornia avuta il giorno dopo aver scoperto di possedere poteri superdivini, che avete usato non per portare l'umanità a un livello superiore, ma per creare nuove droghe, per poi svegliarvi e rendervi conto che i vostri poteri erano passeggeri; il tutto scritto senza spazi tra una parola e l'altra e in uno slang comprensibile a fatica. Se non bastasse, titoli come "The Great Northern Psychedelic Cull" — chiara parodia dei Pantera, ma solo nel nome — e "Creepy Old Tools We Found Under The Floorboards" non fanno che confonderci ulteriormente le idee.

I Boobs Of Doom si rivelano un'entità di difficile interpretazione, che però riesce a intrattenere in maniera sorprendentemente naturale; la randomicità ben maneggiata di tutto l'immaginario che si sono creati rafforza il concetto di musica da trip e allucinazioni varie, dimostrando ancora una volta che il duo ha le idee chiare. Forse. Nel dubbio, ci resta solo una cosa da dire: «D(((O)))(((O)))M».

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Un pensiero riguardo “BOOBS OF DOOM – (((WHITE NOISE)))

  • 8 Agosto 2016 in 12:35
    Permalink

    Solo per il nome meritano un ascolto 😀

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