BOOTHILL REGULATORS – Degradation Of The West

BOOTHILL REGULATORS – Degradation Of The West

 
Gruppo: Boothill Regulators
Titolo:  Degradation Of The West
Anno: 2012
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: Secret Entertainment
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TRACKLIST

  1. Violence
  2. Devil's Blood
  3. List Of Names
  4. Brand New Whore
  5. Black Label
  6. 1885
  7. Sad Medicine
  8. Song Of Dale
  9. Highwaymen
  10. We Ride
  11. Good Shepherd
  12. I Am The One
DURATA: 55:18
 

In Finlandia c'è una sensibilità musicale tutta particolare; parlando del solo ambito metal, non è difficile ravvisare più di un unicum nel vasto panorama suomi: Amorphis, Sentenced, Beherit, la lista è lunga. I Boothill Regulators, progetto nebuloso nato dall'idea di musicisti pare abbastanza navigati (si parla di membri di To/Die/For, per dirne una), vanno ad iscriversi a pieno titolo nel registro. Non propriamente metal, non del tutto rock, vivono ai confini della tundra o poco più giù (i cinque arrivano dal Kymenlaakso) eppure sognano il far west; al posto del winchester imbracciano la sei corde, il microfono è la loro colt, ed esordiscono con un lavoro che è già "importante".

Disillusione, malinconia e delicatezza permeano i dodici brani di "Degradation Of The West" con una classe sopraffina, che farebbe invidia al buon Miika Tenkula, se fosse ancora qui per ascoltare. Eppure non è così semplice parlare dei Boothill Regulators, perchè proprio quando pensi di aver finito di ascoltare una canzone, di aver capito un brano, di aver sviscerato un pezzo, quando pensi di essere arrivato alla fine, ecco che spunta un'altra sfumatura, un aspetto che non avevi considerato, un particolare che dà nuovo colore al tutto. Perchè quando finiscono le influenze dei Sentenced, iniziano quelle dei Kyuss, quando finiscono le influenze dei Kyuss, inziano quelle di Johnny Cash, quando finiscono quelle di Johnny Cash ecco il giro psichedelico che non ti aspetti. L'attitudine è quella desert, il piglio quello da uomini di frontiera, ma il contenuto è molto più di questo. Programmatico fin dallo stesso ritornello dell'opener "Violence" ("Now they're coming to get me / when I can no longer care / 'cause I'm tired of being alive anyway"), i grandi spazi evocati in questi minuti di musica sono forieri di un senso di tristezza esistenziale, di un blues da mal de vivre, di una libertà vissuta con cosciente e consapevole fragilità.

Il brano che fa da apripista all'arrivo di questo disco, quella "List Of Names" da poco ascoltabile sul web, è la storia di un pistolero rassegnato in cerca di perdono, condannato ad un destino solitario, dall'arsura delle grandi pianure a quella dell'Inferno; la successiva "Brand New Whore" è una ballata, un'ode d'amore all'ultima puttana arrivata in città. Si prosegue così tra una storia e l'altra, ciascuna con la propria essenza unica e personale, ciascuna perfettamente integrata e complementare alle altre. C'è "Sad Medicine", con il suo incedere da canzone quasi pop, fino all'ultima strofa, scandita da un rifferama fattosi spesso e duro, ex abrupto, per poi tornare al suo calore iniziale. C'è "Song Of Dale", ricordo malinconico di un pistolero segnato da troppe stagioni di un tempo in cui il vento gli sferzava il viso durante le scorribande e lunghe cavalcate.

Strumentalmente parlando, i cinque finnici sono preparatissimi e, per quanto la proposta sia semplice e di facile assimilazione, non scadono mai nel banale, nel già sentito o nell'imprecisione. Il lavoro dei due compositori Stagger Lee (chitarre) e Andy McKnight (voce, peraltro autore di una prestazione decisamente sopra le righe, dotato di un'emotività e capacità interpretativa ben fuori dall'ordinario e di un timbro molto vicino a quello del conterraneo Ville Laihiala) è poi privo di incertezze e, se ancora non lo avessi ripetuto a sufficienza, ottimamente caratterizzato e variegato.

Se vi piace lo stoner, se vi piace il metal, se vi piace il blues, se vi piace il far west, se vi piace la buona musica, insomma trovate voi un motivo qualsiasi, buttatevi a capofitto nella poetica di questi cinque cowboys fuori dal tempo.

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