Boris - NO

BORIS – NO

Gruppo:Boris
Titolo:NO
Anno:2020
Provenienza:Giappone
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Genesis
  2. Anti-Gone
  3. Non Blood Lore
  4. Temple Of Hatred
  5. Zerkalo
  6. HxCxHxC -Perforation Line-
  7. Kikinoue
  8. Lust
  9. Fundamental Error [cover Gudon]
  10. Loveless
  11. Interlude
DURATA:40:15

Quando si parla dei Boris, ci sono una serie di aspetti chiave che bisogna sempre tenere a mente. Innanzitutto, Takeshi, Wata e Atsuo tendono a comporre e pubblicare una quantità di musica spropositata e a ritmi forse insostenibili per la maggior parte delle band in circolazione. I tre, inoltre, non hanno alcun riguardo per le categorie e i limiti imposti da uno o più generi musicali. Infine, in quasi trent’anni di carriera, i Boris hanno dimostrato a più riprese di essere praticamente infallibili in sede live (come abbiamo potuto vedere anche di persona sia nel 2015 che nel 2018). Una simile mole di produzioni — incastrata tra continui cambi di stile e concerti in ogni luogo — difficilmente può mantenersi costantemente su alti livelli in termini di qualità, come infatti dimostrano i loro altalenanti anni ’10.

Mi sono avvicinato a NO, l’ultima fatica dei Boris, partendo più o meno da queste premesse. In pieno lockdown internazionale, l’uscita del disco è stata anticipata dal video del singolo di lancio “Loveless”, prima che l’album venisse distribuito in estate tramite la pagina Bandcamp ufficiale del trio di Tokyo, in tutto il suo splendore meravigliosamente fucsia. Grazie al singolone, abbiamo scoperto che stavolta Takeshi e soci ci avrebbero portato in giro a suon di hardcore punk, senza per questo dimenticare una giustissima dose del consueto amore per i rallentamenti e gli amplificatori.

A proposito di rallentamenti, infatti, NO si apre con una legnata strumentale dal sapore doom metal quale “Genesis”, ricordandoci ancora una volta come i Boris siano maestri assoluti del campo quando ne hanno voglia (vedere per esempio anche “Zerkalo”). Discorso completamente diverso per la successiva “Anti-Gone”, con cui i tre ci invitano invece a scambiarci gesti di pace — rigorosamente in faccia — al ritmo del crust più battagliero. Un aspetto curioso di NO è un feeling quasi thrash che fa capolino in più momenti nell’arco dei quaranta minuti (“Lust”), senza per questo diventare preponderante. In qualche modo, la band riesce a mantenere comunque un certo gusto per la melodia, lasciando un po’ da parte gli aspetti più apertamente drone del proprio repertorio. Con l’omaggio al gruppo hardcore giapponese Gudon (“Fundamental Error”), attivo negli anni ’80, i Boris aggiungono un altro durissimo tassello a questo loro monumento alla lotta, composto e pubblicato al volo non a caso proprio in quest’anno complicatissimo. Chiude il discorso infine, secondo il classico umorismo della band giapponese, un brano chiamato “Interlude” che chiaramente non c’entra nulla con il resto, a metà tra post-rock e dream pop.

Per quanto mi riguarda, NO è uno dei dischi metal più interessanti del 2020 tra quelli di difficile catalogazione, e probabilmente il più riuscito dell’ultima decina d’anni da parte dei Boris. Intanto attenzione nelle prossime settimane, perché ovviamente i tre non potevano mica accontentarsi di una sola uscita nel 2020: a dicembre arriva una collaborazione con Merzbow.

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