Borknagar - Fall | Aristocrazia Webzine

BORKNAGAR – Fall

Gruppo: Borknagar
Titolo: Fall
Anno: 2024
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Century Media Records
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TRACKLIST

  1. Summits
  2. Nordic Anthem
  3. Afar
  4. Moon
  5. Stars Ablaze
  6. Unraveling
  7. The Wild Lingers
  8. Northward
DURATA: 54:22

Per gli appassionati di Norvegia questo è indubbiamente un bel periodo: tra un tour degli Enslaved ed un ritorno sulle scene di Ihsahn è arrivato nelle nostre mani ed orecchie anche il graditissimo rientro dei Borknagar, autentici pesi massimi quando si parla di sonorità nordiche. Cinque anni dopo quel True North che aveva confermato come la vena di Brun e compagni non dipendesse dalla voce di Vintersorg, il quintetto di Bergen si ripresenta forte di una formazione finalmente stabile, con ICS Vortex (per chi scrive resterà sempre “la voce pulita dei Dimmu Borgir”, nonostante il contributo anche più importante negli Arcturus) confermatissimo dietro il microfono sia nelle parti pulite che nello scream.

Fall riprende le fila di un discorso portato avanti ormai da decenni: partendo da lidi black metal, i Borknagar si imbarcano in un viaggio verso lidi melodici tra progressive rock, folk ed epicità vichinga alla Týr. Del black iniziale ormai resta solo qualche vestigia nei ritmi arrembanti, qualche occasionale blast beat e le screaming vocals di Vortex, che si conferma cantante superlativo “a tutto tondo”.

Il feeling che pervade Fall è lo stesso che trasmetterebbe un documentario sulla natura nordica nel periodo freddo: ad anni luce dal ghiaccio malvagio e spietato del back metal dagli Immortal in poi, qui la sensazione è di calma meraviglia, di ignoto e di avventura, un approccio da escursionista o da esploratore. I testi rafforzano il concetto oscillando tra la contemplazione cosmica della natura ed il desiderio di trascendere ogni semplificazione religiosa («We won’t bend our necks to any god!», dichiarano orgogliosamente) o ciecamente scientista («where logic’s chains shatter, new questions arise» declama Vortex con altrettanto orgoglio). Il viaggio di Brun e soci si stacca da ogni certezza per perdersi in un luogo che è allo stesso tempo meraviglia naturale e ricerca spirituale, «Then I see who I am, who you are» è uno degli ultimi versi della conclusione di “Northward”, prima che l’impianto si sciolga in una nota finale di basso e tastiere.

Da un punto di vista tecnico i Borknagar sono semplicemente impeccabili, ogni strumento è incastrato perfettamente al posto giusto in un mosaico equilibrato e gradevole, con le chitarre su un podio melodico sostenuto da un suono di basso particolarmente di mio gusto e con le tastiere a disegnare i dettagli d’intorno. Le canzoni di mantengono tutte a livelli compositivi altissimi pescando sia dal repertorio metal sia dalla scuola melodica norvegese, con soluzioni armoniche a volte inusuali che si trovano anche nel pop da quelle parti. Menzione d’onore per “Nordic Anthem” che porterò costantemente ad esempio ogni volta che accuseranno il mio amato metallo di essere “solo rumore”.

Se per True North avevamo usato il termine riassuntivo “bello”, Fall merita addirittura qualcosa in più, è un album riuscito da ogni lato lo si guardi, che ci consegna una formazione in forma smagliante ed una promessa di live imperdibili. Applausi a scena aperta per i Borknagar.