Boschivo - Bardo Dell'Autodistruzione

BOSCHIVO – Bardo Dell’Autodistruzione

Gruppo:Boschivo
Titolo:Bardo Dell’Autodistruzione
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Aural Tempel / Casetta / Toten Schwan Records
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TRACKLIST

  1. Pozzoscuro
  2. La Danza Perversa Delle Falene
  3. Il Rituale Delle Mosche
  4. (Es)senza Di Te
  5. Distorta Luna Sterile
  6. Venere D’Avorio
  7. Quando La Morte Verrà
  8. Bardo Dell’Autodistruzione
DURATA:39:41

Da pochissimo mi è capitata sotto mano la ristampa de Il Segno Del Comando, con tutti gli annessi e connessi alchemici che si porta dietro, e adesso, manco a farlo apposta, mi ritrovo a parlare di Bardo Dell’Autodistruzione, la seconda uscita ufficiale del progetto solitario Boschivo. Uscito a pochi mesi dal CDr Uno Squarcio Nella Fabbrica Dell’Esistenza, Bardo… viene puntualmente presentato come un «processo di purificazione alchemica», che porta con sé il racconto intimo dell’esperienza di vita del suo autore, sublimato con un addio.

L’addio che Boschivo esprime con questa musica è rivolto a un passato difficile e tormentato; un tempo dal quale, però, non si separa con risentimento, ma con la consapevolezza che sia stato anche un maestro per le scelte di presente e futuro. “Pozzoscuro” fa quasi da incipit per il cammino che ci aspetta, su un sentiero che mescola con una certa perizia tecnica suoni acustici ed elettronici: l’album infatti si dipana fra atmosfere elettronico-esoteriche figlie della grande tradizione italiana degli anni Settanta, ma le contamina con sprazzi di chitarra e voce sbilenca di chiara impronta neofolk. Questi ultimi sono l’unico tasto dolente di un’esperienza d’ascolto immersiva e, per questo, molto efficace; è la forma canzone a stare stretta allo spirito di Boschivo, ed è proprio quella a macchiare, in parte, il corpo centrale del disco, più o meno da “Il Rituale Delle Mosche” fino a “Venere D’Avorio”: lo stile è canonico, la voce non proprio irresistibile sebbene non del tutto fuori luogo, e in generale mi ha lasciato un sapore di già sentito. Diversa la questione a proposito de “La Danza Perversa Delle Falene”, che ti fa respirare il male con un organo massiccio in apertura, voci dall’oltretomba e distorsioni sulfuree; un’atmosfera trascendentale che permea anche l’esile “Quando La Morte Verrà” e la mastodontica, conclusiva title track, che coi suoi quasi diciotto minuti ci fa viaggiare in una foresta elettroacustica, fra alberi incombenti e fuochi fatui.

Un disco in chiaroscuro, questo Bardo Dell’Autodistruzione, che complessivamente mi ha colpito e che mi fa ben sperare sul futuro musicale di Boschivo, magari ancora con la collaborazione di Aural Tempel, Casetta e della semprenera Toten Schwan. Una menzione doverosa al bell’artwork del disco, firmato Enfaisema.

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