BOTANIST – I: The Suicide Tree / II: A Rose From The Dead

 
Gruppo: Botanist
Titolo:  I: The Suicide Tree / II: A Rose From The Dead
Anno: 2011
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: tUMUlt
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TRACKLIST CD1

  1. Dracocephalum
  2. Invoke The Throne Of Veltheimia
  3. Helleborus Niger
  4. Whorl
  5. Forgotten In Nepenthes
  6. Aldrovanda Ascendant
  7. Chaining The Catechin
  8. Dionaea Muscipula
  9. Clematopsis
  10. Rhododendoom
  11. Gorechid
  12. Cerbera Odollam
  13. Bromeliad
  14. Lepidoptera
  15. Euonymous In Darkness
  16. Dactylorhiza Elata
  17. Glycyrrhiza

TRACKLIST CD2

  1. Convolvulus Althaeoides
  2. Dioscoria
  3. Megaskepasma
  4. In The Hall Of Chamaerops
  5. Quercus Lamellosa
  6. Echinocereus
  7. Sparaxis Of Perdition
  8. Feast Of Saussurea
  9. Wings Of Antichrys
  10. Monstera's Lair
  11. Chiranthodendron
  12. Koeleria
  13. Sanguinaria
  14. Dodecatheon
  15. Summon Xanthostemon
  16. Asclepias Curassavica
  17. Strelitzia Reginae
  18. Trillium Recurvatum
  19. Cypripedium
  20. Nephrolepsis
  21. Abrus Precatorius
  22. A Rose From The Dead
  23. Untitled
DURATA: 30:04 / 44:25
 

Dietro il progetto statunitense a monicker Botanist si cela il batterista degli Ophidian Forest, Otrebor, la sua esperienza in ambito solistico, pur inserendosi per più di un verso all'interno del mondo black, è sicuramente una di quelle definibili con l'aggettivo particolare. Il Botanist, il messaggio posto con un argenteo adesivo sul digipak contenete il doppio lavoro dice testualmente: Forty Tracks Of Eerie And Esoteric, Buzzling And Baffling, Drum And Dulcimer Driven Eco-Terrorist Black Metal e guardando l'artwork sia esterno che interno e un booklet adornato da illustrazioni botaniche, si è invitati chiaramente a farsi avanti, invito che viene anche espressamente diretto dallo stesso artista con la frase "Enter The Verdant Realm".

Quaranta tracce per oltre settanta minuti di musica quelle che messe a portata d'orecchio e suonate in maniera tutt'altro che canonica sia per l'uso delle melodie che per l'impostazione di pezzi che fanno di dissonanze e varianti cromatiche continue la propria arma in più. In tal senso è inusuale la scelta di Otrebor di fare a meno di chitarra e basso, sono infatti la sua voce, la batteria e un dulcimer martellato, uno strumento che potrei paragonare a una sorta di xilofono ma il cui martellare è però eseguito su corde, a fornire il materiale adeguato a dar vita alle canzoni.

L'atteggiamento con cui si cimenta nel plasmare i pezzi è totalmente libero, non vi sono schemi compositivi precisi, in alcuni frangenti sembra di avere a che fare con del free-jazz o trovarsi ad avere nei padiglioni auricolari impasti partoriti da menti deviate e "open" come potrebbero essere quelle di gente quali Blut Aus Nord, Wolves In The Throne Room e Nachtmystium, ovviamente non è del sound che parlo quanto di una concezione atmosferica capace di divenire pregna di onde occulte e suadentemente disturbata.

"I The Suicide Tree & II A Rose From The Dead" è tutt'altro che semplice, posso tranquillamente dire che l'on air iniziale mi aveva talmente spiazzato da farmelo accantonare per un paio di giorni, ho avuto modo di recuperare con calma e mente libera affondando nell'abisso che il primo capitolo quasi viscidamente scava sotto i vostri piedi ingannandovi con le melodie e trovando poi sollievo nell'inaspettata vena quasi "briosa" alimentata dalle frequenti variazioni sul tema che il secondo disco offre.

Potrei nominare alcuni brani a mo' di rappresentanza del suono Botanist, in questo caso "Invoke The Throne Of Velthemia", "Forgotten Nepenthes", "Gorechid", "Sanguinaria" e "Quercus Lamellosa" potrebbero essere dei buoni riferimenti ma non basatevi su un quintetto che in fin dei conti e in quanto a sostanza vale neanche un settimo della durata complessiva di un platter che è sin troppo sfaccettato, bisogna approfondire il discorso analizzando più e più volte l'intero percorso per trovarvi un filo conduttore che vi dia una ragione per metterlo su nuovamente.

Quale sarà il futuro di questo progetto? Sembra che Otrebor abbia intenzione di produrre altri tre concept album, ci sarà molto da attendere per il primo dei successori in programma? Non lo so, per ora rimetto nel lettore per l'ennesima volta "I The Suicide Tree & II A Rose From The Dead", voi che intenzioni avete? Vi farete tentare da questa strana e fascinosa creatura? Fossi in voi, un ascolto attento lo darei, il black è da un po' che guarda oltre e in alcuni casi vale la pena di tentare.

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