Bottomless - Bottomless

BOTTOMLESS – Bottomless

Gruppo:Bottomless
Titolo:Bottomless
Anno:2021
Provenienza:Italia
Etichetta:Spikerot Records
Contatti:Facebook  Youtube  Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Monastery
  2. Centuries Asleep
  3. Bottomless
  4. The Talking Mask
  5. Ash
  6. Losing Shape
  7. Loveless Reign
  8. Vestige
  9. Cradling Obsessions
  10. Hell Vacation [traccia bonus]
DURATA:46:32

Nonostante la vita umana sia tra quanto di più caduco e mortale possibile, alcune cose sono destinate a non avere fine: l’ansia, per esempio, o i molteplici sottogeneri doom da spararci a massimo volume in cuffia mentre piangiamo, o anche la passione per il doom stesso. In questo la nostra redazione ha molto in comune con i Bottomless. Ad essere senza fondo è proprio l’amore per il doom, per cui il nome scelto dal gruppo è in questo senso una vera e propria dichiarazione, di sentimento e di intenti. Dietro al progetto si cela un trio di facce conosciute sia in ambito più o meno underground che tra loro, poiché parliamo degli amici-colleghi Giorgio Trombino (voce e chitarra) e David Lucido (batteria), insieme tra le altre cose in Assumption e Morbo fino al 2016, e Sara Bianchin (basso), nota voce dei Messa e componente, insieme a Giorgio, degli ottimi Sixcircles, già passati sulle nostre pagine qualche anno fa. La band si è formata nel 2016 ma Bottomless vede la luce il 16 luglio di quest’anno.

Con queste premesse non potevamo che accostarci al debutto eponimo del trio a cavallo tra Veneto ed Emilia Romagna con estrema curiosità e, diciamolo, anche aspettative piuttosto alte. I Bottomless scelgono di concentrarsi su un heavy-doom di stampo molto classico, difatti le influenze citate sono, per dire, Saint Vitus, Pentagram e i fondamentali Black Sabbath. Riuscire a prendere giganti del genere come gruppi di partenza e utilizzarli per creare qualcosa di personale che sia anche piacevole diventa sempre più difficile, non è la prima volta che lo diciamo, ma fin dalle primissime note Bottomless si fa voler bene con riff belli ciccioni e ritmi più o meno funerei e teatrali a seconda del brano. Ad esempio, “Monastery”, “Centuries Asleep”, “Bottomless” e “The Talking Mask” si aggirano su bpm sufficientemente lenti da scapocciarci senza rompersi l’osso del collo e melodie decisamente heavy, mentre con “Ash” si approda a un doom più viscerale, con accordi pensati per metterti paura se li ascolti mentre cammini da solo, di notte, al buio: una specie di ballata del male.

Attenzione, compare qui e là perfino qualche lieve riferimento stoner: “Losing Shape” ne è la prova. Il denominatore comune dei brani è la voce, sempre melodica e permeata da un leggero riverbero che la fa sembrare un’eco dal passato. Immagino che lo scopo fosse proprio questo. Dal punto di vista vocale è la traccia bonus “Hell Vacation” a catturare la mia attenzione più delle altre.

Se dovessi trovare una pecca a Bottomless, una sola, sarebbe la durata: l’attenzione comincia a calare verso le ultime battute, ciò non ha comunque nulla a che vedere con la qualità dei brani proposti ma si tratta solo e soltanto di un opinabile appunto in merito alla quantità di carne al fuoco tutta insieme.

Ciò non toglie che i Bottomless abbiano sfornato un debutto che piace, convince e sicuramente farà parlare di sé. Per assimilarlo e goderne da tutte le angolazioni è necessario più di un ascolto, come ho fatto ben volentieri.

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