Brahmastrika - Excarnastrial Commencination

BRAHMASTRIKA – Excarnastrial Commencination

Gruppo:Brahmastrika
Titolo:Excarnastrial Commencination
Anno:2020
Provenienza:India
Etichetta:Dunkelheit Produktionen
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TRACKLIST

  1. Mahakapalik Ashtakam
  2. Irradiated Ejaculate Onto The Swasti-Quasar
  3. Frequencies Of Armamentalized Suddhi
  4. Chaturdasha Lokic Disruptors
  5. Sulphurous Detonations Engulf The Throne Of Elohim
DURATA:23:26

Dopo aver letto per pura curiosità, qualche anno fa, alcuni testi di religiosità indiana (come la Bhagavadgītā) e aver colto il lato mistico ed estatico della spiritualità indù, ecco che ora mi capita tra le mani un prodotto di quelle parti, ma dal contenuto completamente diverso: un disco war metal. Per la precisione il debutto dei Brahmastrika, Excarnastrial Commencination, un miasma di delirio e misantropia ascetica diffuso per il mondo dalla tedesca Dunkelheit Production; ricolmo di riferimenti sciamanici e religiosi, cerca di rileggere, con risultati più che soddisfacenti, il percorso di purificazione dell’induismo in un’ottica che fa dell’eccidio atomico il suo più ambìto fine.

Suoni di chitarre incrostati di fango, impastati insieme a una batteria sgangherata e roboante, si intrecciano con urla, dolore e deliri ascetici. L’annientamento individuale, che secondo i dettami della mistica orientale eleva l’uomo al di là dello spazio e del tempo, viene tradotto in un inno alla devastazione e all’intransigenza verso ogni forma di vita umana. Dolore e liberazione escono di pari passo dagli amplificatori ammuffiti di questo duo, incarnati in sfuriate di death metal oltranzista e rugginosi riverberi alla soglia della sopportazione; una bestialità che non rinuncia a riff intrisi di epicità oscura (come verso la metà di “Mahakapalik Ashtakam”) e a tribalismi ritmici che rendono il collegamento tra ascesi e devastazione ancora più palese. A richiamare gli adepti del disfacimento alla contemplazione non vi sono campane e timpani, ma campionamenti di sirene anti-aeree, urla disperate e battaglie all’ultimo sangue.

Al di fuori di questo è ben poco ciò che sopravvive alle cinque tracce che compongono la prima opera dei Brahmastrika. Tra deliri di onnipotenza sonici e qualche invettiva contro il caro e vecchio Elohim, si giunge alla fine del disco con un senso di onnipotenza e di miseria che solo il war metal riesce a tirare fuori: colonna sonora perfetta per la disgustata contemplazione della decadenza umana.

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