BRIARGH – Un Antiguo Trono Olvidado

 
Gruppo: Briargh
Titolo:  Un Antiguo Trono Olvidado
Anno: 2010
Provenienza: Spagna
Etichetta: Lower Silesian Stronghold
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST

  1. Ucieda
  2. Cantàbrico
  3. Yrostos
  4. Thor
  5. Berkjv
  6. Two Ravens [bonus track]
DURATA: 29:13
 

Siamo in tema di ristampe: la polacca Lower Silesian Stronghold si è occupata in questo 2012 di riportare alla disponibilità dei blackster più incalliti un ep del 2010, precedentemente disponibile nella sola edizione autoprodotta, del progetto Briargh: "Un Antiguo Trono Olvidado", "Un Antico Trono Dimenticato". Per i disinformati, Briargh è uno dei numerosi progetti del solo Javier Sixto, attivissimo blackster spagnolo che tra formazioni a più elementi e one-man-band ha o ha avuto le mani in pasta in non meno di una ventina di gruppi. Il monicker in questione, appartenente alla seconda categoria, è forse uno dei principali impegni del musicista, vista la continuità e varietà di materiale edito, tra full, uscite minori e collaborazioni di vario genere e tipo.

Come accennato, "Un Antiguo Trono Olvidado" è un ep, una release solitamente "secondaria", ma non per questo degna di scarso interesse. Le sole sei tracce del lavoro (cinque in origine, in questa ristampa arricchite da una bonus track) sono esemplificative della varietà compositiva di cui è capace Sixto. Si parte dalla lunga "Ucieda", opener che da sola occupa quasi un terzo del disco e assurge a ruolo di manifesto, esplicando fin dal principio quasi tutto ciò che seguirà nei brani a venire, con i suoi otto minuti e oltre inneggianti al suolo cantabrico, terra natìa del musicista. I suoi mid-tempo sono arricchiti da inserti acustici, occasionali flauti dell'onnipresente scuola "temnozor-iana" che riescono a fermarsi un attimo prima di scadere nel solito "piri piri" ostentato e senza senso, mantenendo una loro credibilità e un ruolo mai troppo stucchevole. Si prosegue sulla via del folklore locale con "Cantàbrico", altro mid-tempo, stavolta di estrazione più classica e corposa, per poi tornare su lidi acustici ed interamente strumentali con "Yrostos", e sbucare infine in territori piuttosto arditi e stridenti con "Thor" e i suoi assoli heavy, in cui i flauti suonano quasi in contrasto con l'atmosfera generale del brano e la voce appena sporcata. A seguire, un'outro breve e druidica, a cappella e con una percussione di quando in quando, e la conclusiva bonus track, nuovamente black metal di stampo tradizionale. 

Diverse idee, una buona esecuzione e un'atmosfera variegata fanno di Briargh un nome adatto a chi cerca un po' di folklore etnico nei binari canonici del black metal, ma proprio questi ultimi ne fanno anche una produzione estremamente di nicchia.

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