BROKEN MELODY – Mirroring Identities

 
Gruppo: Broken Melody
Titolo:  Mirroring Identities
Anno: 2009
Provenienza:  Italia
Etichetta: Casket Music
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TRACKLIST

  1. The Beast Within
  2. The Lover Of Innocence
  3. I Live Again
  4. A Question To Your Heart
  5. Breaking The Chains
  6. Dreaming Of A New World
  7. Return Denied
  8. Dark & Light
  9. The Life Of A Night
  10. Until The End
DURATA: 53:54
 

La formazione sarda dei Broken Melody c'ha messo un po' a carburare, ma passo dopo passo pare aver trovato la propria dimensione affinando il power metal intriso di venature hard/rock e AOR che la caratterizza sin dalla nascita. Dopo aver prodotto nel 2007 l'accoppiata di lavori che li ha messi in luce, l'ep "If You Want To Fly" e il debutto "Face The World", entrambi autoprodotti, aver avuto occasione di esibirsi all'estero e ottenuto un contratto con la Casket Music, nel 2009 rilasciano il secondo album "Mirroring Identities".

Vogliono apparire come incattiviti anche se il cuore dei ragazzi è più tenero che mai, non ingannino infatti i vocalizzi incazzati in un paio di tracce, si adattano umoralmente all'incedere dei brani anche se non sono granchè incisivi, il cantato acquista valenza e carisma quando viene espresso nel modo più elementare sfruttando il pulito che si tiene a galla con  una discreta impostazione delle linee.

L'operato combattivo e ricercato dei due chitarristi Roberto Ortu e Emanuele Ninu, validi nell'incasellare ritmiche serrate quanto nell'escogitare scappatoie che deviano sul versante progressivo per variegare e destandardizzare la proposta, è il punto saliente, il più intrigante e meglio congeniato del disco. Le linee di basso di Gabriele Viviani e i pattern di batteria di Francesco Usai a supporto fanno poco più dell'essenziale ma tengono botta dando una discreta dinamica e impatto.

Quello che non comprendo è la scelta di spezzare il feeling di un album che pesta e si dimena irruente e sfrontato con pezzi che colpiscono, come il trio in testa alla scaletta, con altrettanti che virano addolcendo e proponendosi in pieno stile ballad. Partiamo dal fatto che un brano come "A Question To Your Heart", o "Dark & Light", sia bello, è suonato con passione e capace di esprimere e trasmettere emozioni, però un episodio dal lento andare va bene, due si possono reggere, tuttavia tre ammazzano la vivacità e l'esplosività che con ardore erano state tirate su.

Si viene così a creare un fenomeno stile altalena che non è per nulla positivo per lo scorrere del disco, sconnette completamente. Provate a immaginare di ascoltare in un primo momento un pezzo pimpante dei Vision Divine e subito dopo un lento dei Toto, poi ripartire alzando i ritmi e poi allentare di nuovo, questo tira e molla non stimola di certo l'attenzione, il paragone è sicuramente estremizzato, mi auguro si possa comunque intendere ciò che voglio dire.

"Mirror Identities" rialza la cresta con una scatenata "Return Denied", arrembante, dotata di un finale mozzafiato e una prestazione solistica da parte dei due axemen superlativa e chiude i giochi col botto con "The Life Of A Night" e "Until The End". La prima dell'accoppiata si distingue per la capacità di mutare in corsa nei suoi otto minuti di durata.

La produzione non ha grosse pecche, il suono è abbastanza definito e di cercare peli nell'uovo non sono il tipo, del resto è evidente il passo in avanti compiuto dagli isolani, la vera domanda è: qual è la strada che decideranno d'intraprendere in via definitiva? La miscela sinora offertaci ha purtroppo dei limiti e quindi si può decidere fra continuare a suonare lasciando aperta la porta a soluzioni mainstream o dare una sonora sterzata avvalorando il peso di cui godono le trame di stampo metal. Non essendo un padre eterno consigliare l'una o l'altra sarebbe quasi un volersi erigere al di sopra di chi la musica l'ha composta e non è compito mio, certo è che quando filano spediti la lancetta del gradimento personale va dritta verso l'alto.

Vi invito a dare una possibilità ai Broken Melody e a "Mirroring Identities", le idee ci sono, le potenzialità pure, attendiamo e chissà cosa ci faranno ascoltare in futuro, sono ottimista.

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