BRUTALLY DECEASED – Black Infernal Vortex

BRUTALLY DECEASED – Black Infernal Vortex

 
Gruppo: Brutally Deceased
Titolo: Black Infernal Vortex
Anno: 2014
Provenienza: Repubblica Ceca
Etichetta: Doomentia Records
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TRACKLIST

  1. Divinity And Decay
  2. Devil's Tarn
  3. Day Of Darkness
  4. Black Hammer Of Satan
  5. Serve The Labyrinthine Tombs
  6. Regurgitation Of Blood, Devoured Flesh And Gastric Juices
  7. Below The Adversary
  8. Prelude To Deathwish
  9. Deathwish
DURATA: 31:01
 

Da quando i cechi Brutally Deceased debuttarono con "Dead Lover's Guide" sono trascorsi quattro anni, nei quali la band ha rilasciato una sola ulteriore testimonianza di attività in corso: lo split "Glory Days, Festering Years" datato 2013 che li vedeva accoppiati agli svedesi Interment. Il 2014 ci consegna il secondo album intitolato "Black Infernal Vortex".

La recensione potrebbe essere brevissima. Si potrebbe tagliare la testa al toro chiedendovi semplicemente: vi è piaciuto il primo disco? Allora non avrete bisogno di leggere oltre e potrete inserire quest'ultimo nato fra i vostri averi. La pratica da sbrigare è così elementare? I cechi non lasciano dubbi sulla volontà di rimanere amorevolmente fossilizzati in zona Svezia per ciò che riguarda l'apparato stilistico che dà vita ai brani: è innegabile che anche questo parto sia stato nutrito in maniera vistosa, ma apprezzabilissima, dalle influenze fondamentali di Entombed, Dismember e Grave.

Canzoni come "Divinity And Decay", "Black Hammer Of Satan", "Serve The Labyrinthine Tombs" e la furiosa conclusione affidata a "Deathwish" offrono la netta impressione di far rivivere musicalmente l'inizio degli anni Novanta. Non è un caso che durante la sessione d'ascolto ci si accorga di quanto il gruppo sia cresciuto a pane e "Left Hand Path", "Into The Grave" e "Like An Everflowing Stream", dimostrando però di non voler soltanto rendere omaggio a ciò che è stato, ma di essere in grado d'infondere la giusta dose di passione e carica, evitando quindi il compitino da "copia e incolla" propinato da numerose compagini odierne.

In "Black Infernal Vortex" non c'è davvero nulla che non vada, anzi tra le note positive — oltre alla prova compositiva ed esecutiva ben più che soddisfacente offerta dai cinque praghesi — si vanno ad aggiungere una produzione stavolta un po' più rozza e la scelta di dare un maggior peso al carico atmosferico, oggi più pressante e caliginoso rispetto a quello che adornava "Dead Lover's Guide". Tutto ciò non fa altro che rafforzare una prestazione dalla matrice inattaccabilmente "vecchia scuola" che pare proprio voglia colpire al cuore gli appassionati di lunga data del mondo death. Sono convinto che per la seconda volta i Brutally Deceased siano riusciti nell'intento. Bravi!

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