BUFFALO GRILLZ – Martin Burger King

 
Gruppo: Buffalo Grillz
Titolo: Martin Burger King
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Subsound Records
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TRACKLIST

  1. GG Aulin
  2. Lenny Grindvitz
  3. 66SEITAN
  4. Martin Burger King
  5. Beverly Grillz
  6. Carne Diem
  7. Fiat Factory
  8. Cradle Of Findus
  9. Scooby Doom
  10. Fiorella Mannaia
  11. Ponzio Pilates
  12. Campari Sodom
  13. Pus Springsteen
  14. Le Bestie di Santana
DURATA: 31:11
 

È con estremo piacere che mi sono dilaniato l'udito con la terza uscita targata Buffalo Grillz. La band nostrana non credo abbia bisogno di presentazioni: i membri sono tutti personaggi noti nel panorama musicale, essendo o essendo stati membri di formazioni come Hour Of Penance, Undertakers, Spectral Forest, Whiskey & Funeral, Ebola, Hideous Divinity, VII Arcano, Dr. Gore e Sudden Death. I primi due lavori, "Grind Canyon" (2010) e "Manzo Criminale" (2012), erano state bombe non da poco.

Dalla loro seconda pubblicazione sono trascorsi cinque anni, ma sin dall'attacco affidato a un estratto cantereccio di "Fracchia La Belva Umana", all'interno del quale è riconoscibile la divina ugola di Mr. Lino Banfi, è palese che i Nostri sono pronti a riversarci contro l'ennesima scarica di grindeggiante ed esagerata irriverenza. Il mio consiglio? Se non avete ancora mangiato, evitate l'ascolto di "GG Aulin": rischiereste di farvi sfondare lo stomaco.

I Buffalo Grillz colpiscono in maniera brutale e proteinicamente elevata. L'impasto malefico di seitan da assumere è pesato e ovviamente si aggira sui 666 grammi, tuttavia forse potreste prima concedervi un bell'aperitivo "Campari Sodom", non accompagnato dalla solita buccia d'arancia o di limone, ma da un più corretto sfogo da M-16.

I meno salutari e più vogliosi di sostanza rossa potrebbero decidere di sfamarsi con un bel macinato di carne ai diritti umani, il "Martin Burger King"; successivamente potreste anche richiedere una bella sorpresa formato famiglia, mentre chi preferisce l'odore di mare e ama il Capitano potrebbe farsi servire un gustoso piatto di merluzzo inglese "Cradle Of Findus".

Durante il pasto pare sia poi doveroso intrattenersi con le chiacchiere più svariate, tirando in ballo il panorama musicale malato e sanguinolento di "Lenny Grindvitz", "Fiorella Mannaia" (introdotta con classe dalla sigla di "Tiger Man", cantata da Riccardo Zara e I Cavalieri Del Re) e "Pus Springsteen", passando dal gossip losangelino-infernale di "Beverly Grillz 90666" alla critica automobilistica di "Fiat Factory", dall'excursus storico-fitness di "Ponzio Pilates" alle avventure doom di Scooby e la sua crew.

Il tutto verrà ripetutamente e violentemente innaffiato da un'inondazione grind suonata e interpretata con il carattere verace e spigoloso degli anni Novanta, pregevole e cattiva nelle frazioni in cui allenta la presa, ammorbando maggiormente l'atmosfera, ma prodotta con lucidità e potenza moderna; non a caso presso i Kyck Recording Studio di Marco "Cinghio" Mastrobuono. In pratica un connubio compiuto di ciò che era ieri e ciò che vorremmo ascoltare oggi.

I Buffalo Grillz sono esilaranti, ma quanto fanno male una volta presa velocità! Spasso e devastazione sono a vostro servizio.

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